L’Aquila. Un rientro che unisce diplomazia culturale, ricerca scientifica e valorizzazione territoriale segna uno dei momenti più rilevanti del percorso verso L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Dopo quasi quattrocento anni, La Visitazione di Raffaello Sanzio torna nel capoluogo abruzzese, dove fu originariamente realizzata per la chiesa di San Silvestro, grazie a una complessa operazione istituzionale che coinvolge enti nazionali e internazionali.
Il progetto espositivo, intitolato “La visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo”, è stato ideato dal Museo Nazionale d’Abruzzo e sostenuto dal Comune dell’Aquila nell’ambito della scheda di intervento RESTART 2. L’iniziativa rappresenta uno degli asset culturali strategici dell’anno della cultura e nasce da una sinergia tra Comune dell’Aquila, MuNDA, Direzione generale Musei del Ministero della cultura, Museo del Prado, Ambasciata di Spagna in Italia e Diocesi di Pistoia.
Realizzata intorno al 1517, la pala d’altare lasciò la città nel 1655 in seguito alle vicende legate all’occupazione spagnola, entrando nelle collezioni reali di Filippo IV e diventando uno dei capolavori custoditi oggi al Museo del Prado di Madrid. Il ritorno temporaneo dell’opera assume quindi un forte valore simbolico e identitario, oltre che artistico.
La mostra, curata da Tom Henry e Federica Zalabra, metterà in dialogo il capolavoro di Raffaello con la celebre Visitazione di Carmignano del Pontormo, in un confronto inedito che punta a offrire nuove chiavi di lettura storico-artistiche. L’esposizione sarà ospitata al MuNDA, nella sede del Castello cinquecentesco, a partire dal 27 giugno prossimo, con un percorso pensato secondo criteri di accessibilità e inclusione e arricchito da dipinti, disegni, stampe e documenti d’archivio.
“Il ritorno dell’opera La Visitazione di Raffaello ha un valore storico, artistico e sentimentale che non ha pari per la nostra terra”, afferma Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila. “Portarla di nuovo all’Aquila, dopo 400 anni, dimostra la solidità del nostro progetto per il 2026 e la capacità del Comune di dialogare con le più grandi istituzioni internazionali come il Museo del Prado”, prosegue il sindaco, sottolineando il ruolo della diplomazia culturale e della collaborazione istituzionale. “Abbiamo creduto fermamente e investito in questa operazione, convinti che la collaborazione transnazionale e la cultura siano una miscela determinante per la rinascita e la proiezione globale del nostro territorio”,conclude.
“Il Museo, di concerto con la Direzione generale dei Musei del Ministero della cultura, ha portato avanti il progetto della mostra giungendo, dopo quasi due anni di lavoro, alla fase realizzativa”, dichiara Federica Zalabra, direttrice del Museo Nazionale d’Abruzzo. “Aprire la mostra al Castello nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura rappresenta un ulteriore obiettivo per il MuNDA, che negli ultimi anni ha consolidato credibilità e reputazione su scala nazionale e internazionale”, prosegue, evidenziando il ruolo strategico della cultura nello sviluppo economico e territoriale.
Ulteriori dettagli tecnici e le modalità di accreditamento per la presentazione ufficiale alla stampa saranno comunicati nelle prossime settimane.


