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La Valle Peligna alza la voce, sindacati uniti per lavoro, sviluppo e area di crisi complessa

Giorgia Agostini di Giorgia Agostini
7 Gennaio 2026
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Sulmona. “La mobilitazione del 31 dicembre scorso non ha rappresentato un punto di arrivo, ma l’avvio formale di una vertenza territoriale che riguarda il presente e il futuro della Valle Peligna e delle valli limitrofe”, dichiarano i Segretari Cgil, Cisl, Uil e Ugl Francesco Marrelli, Pietro Di Natale, Maurizio Sacchetta e Roberto Bussolotti. “Una crisi industriale e sociale profonda, che investe comparti strategici come l’automotive, i servizi, il commercio, la grande distribuzione e i servizi pubblici essenziali, e che richiede risposte immediate, strutturate e verificabili”.

“In questo quadro – proseguono Marrelli, Di Natale, Sacchetta e Bussolotti – abbiamo sottoscritto e trasmesso, in data 5 gennaio 2025, un manifesto unitario con il quale abbiamo chiesto alle istituzioni competenti l’attivazione immediata di un percorso istituzionale certo, comprovabile e partecipato, articolato su due livelli”, affermano. “A livello regionale, con l’istituzione di un Tavolo Permanente di Crisi e Sviluppo presso la Regione Abruzzo, finalizzato al rilancio e al consolidamento delle attività produttive, al monitoraggio delle aziende in difficoltà e alla gestione degli eventuali ammortizzatori sociali; a livello ministeriale, con la richiesta di apertura, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di un Tavolo Nazionale per la crisi della Valle Peligna, finalizzato al riconoscimento dello status di area di crisi complessa o ad alto impatto sociale”.

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“Con l’invio del manifesto unitario – affermano i Segretari – intendiamo inoltre promuovere la sottoscrizione di un vero e proprio Patto Territoriale capace di attrarre investimenti e generare sviluppo”. “Un percorso fondato su nuovi incentivi fiscali, su una semplificazione amministrativa efficace, sul rafforzamento delle infrastrutture materiali e immateriali e sull’utilizzo coordinato delle risorse FESR, FSE+ e PNRR, da convogliare in progetti specifici per la Valle Peligna, potenziando al contempo i servizi essenziali, dalla sanità all’istruzione, dalla mobilità all’assistenza alle persone”.

“L’obiettivo – sottolineano Marrelli, Di Natale, Sacchetta e Bussolotti – è invertire la rotta attuale, trasformando lo stato di crisi in un’opportunità concreta di sviluppo, attraverso un processo di reindustrializzazione verde e digitale, capace di restituire prospettive occupazionali e sociali al territorio”.

“Durante la manifestazione del 31 dicembre – proseguono – i Consiglieri regionali presenti e i rappresentanti delle istituzioni locali hanno assunto l’impegno di attivare immediatamente un tavolo di confronto con le parti sociali e di recepire il manifesto unitario attraverso una Risoluzione d’Urgenza da approvare nel primo Consiglio regionale utile, impegnando il Presidente della Giunta Regionale a farsi promotore presso il Governo nazionale dell’apertura del tavolo ministeriale”.

“La partecipazione ampia e trasversale registrata alla mobilitazione – evidenziano Marrelli, Di Natale, Sacchetta e Bussolotti – con cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori, studenti, pensionate e pensionati, insieme alla presenza unanime dei Sindaci della Valle Peligna e delle aree circostanti, dimostra che la vertenza lavoro è oggi una battaglia di identità e di sopravvivenza dell’intero territorio contro lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne”.

“È una sfida che riguarda tutte e tutti – aggiungono – e che impone di superare individualismi e particolarismi, perché nessuno si salva da solo”. “Per questo ribadiamo la richiesta di avvio immediato di un tavolo di confronto regionale e ministeriale, con obiettivi chiari: il rilancio e il consolidamento delle attività produttive, la gestione della crisi dell’automotive e dei grandi servizi e il riconoscimento, per la Valle Peligna, dello status di area di crisi complessa o ad alto impatto sociale”.

“Ripartire – concludono i Segretari Cgil, Cisl, Uil e Ugl – significa investire nel benessere e nella salute delle persone, nell’istruzione e nella formazione, nelle infrastrutture materiali e immateriali di collegamento, attraverso un sistema pubblico efficiente e una fiscalità di vantaggio capace di rendere attrattivo il territorio e ridurre il divario delle aree interne”. “Nei prossimi giorni misureremo la concretezza degli impegni assunti dalle istituzioni e continueremo le mobilitazioni, perché non possiamo più permetterci di perdere nemmeno un posto di lavoro”.

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