Pretoro. Quella che doveva essere un’avventura indimenticabile tra le vette innevate dell’Abruzzo si è trasformata in una notte di paura per un gruppo di quattro escursionisti romani. I giovani, partiti dalla Capitale per godersi lo spettacolo della montagna d’alta quota, sono rimasti bloccati nella zona del Blockhaus, in un’area impervia tra Monte Cavallo e Sella Acquaviva.
La dinamica: sorpresi dal gelo al Tavolo dei Briganti
Il gruppo aveva pianificato un trekking ambizioso con partenza dal rifugio Pomilio. L’obiettivo era raggiungere il bivacco Fusco, situato a circa 2.455 metri di altitudine, per trascorrere la notte nel cuore del Parco Nazionale della Maiella. Tuttavia, durante la progressione, le condizioni sono diventate proibitive: il calare del buio e il crollo repentino delle temperature hanno sorpreso gli escursionisti nei pressi del celebre “Tavolo dei briganti”, nel territorio comunale di Pretoro.
Incapaci di proseguire a causa del terreno ghiacciato e della visibilità azzerata, i quattro hanno lanciato l’allarme nel tardo pomeriggio di ieri, 21 febbraio 2026.
I soccorsi: un intervento contro il tempo
La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente. Le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) abruzzese si sono portate in quota per localizzare i malcapitati, sfidando raffiche di vento e temperature rigide. Nonostante le difficoltà logistiche legate all’oscurità, i tecnici sono riusciti a raggiungere il gruppo, trovando i giovani infreddoliti ma fortunatamente in buone condizioni generali.
Dopo essere stati rifocillati e messi in sicurezza, gli escursionisti sono stati accompagnati a valle. L’intervento si è concluso con successo, evitando conseguenze più gravi come l’ipotermia, un rischio concreto date le condizioni del versante in questo periodo dell’anno.
Il monito del Soccorso Alpino
L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza in montagna. Gli esperti del CNSAS ricordano che i sentieri d’alta quota della Maiella, pur essendo suggestivi, presentano insidie notevoli durante la stagione invernale. La rapidità con cui cambia il meteo e la necessità di attrezzature specifiche (come ramponi e piccozze) e di un abbigliamento adeguato sono requisiti fondamentali per evitare che una gita si trasformi in emergenza.
I quattro escursionisti hanno potuto fare rientro a casa dopo i controlli di rito, portando con sé la consapevolezza della forza imprevedibile della “Montagna Madre”.


