Pescara. Anche il Movimento 5 Stelle pescarese esprime la sua ferma opposizione al piano di riarmo europeo “ReArm Europe/Readiness 2030”, recentemente approvato dal Consiglio Europeo. Un piano del valore di 800 miliardi di euro che rappresenta una pericolosa deriva militarista per l’Unione Europea, distogliendo risorse fondamentali da settori cruciali come la sanità, l’istruzione e la transizione ecologica.
In linea con questa posizione, il Movimento 5 Stelle presenterà un ordine del giorno al prossimo Consiglio Comunale di Pescara, invitando l’amministrazione locale a esprimere una netta contrarietà a qualsiasi forma di sostegno al piano di riarmo europeo “ReArm Europe/Readiness 2030” e a sostenere, nelle opportune sedi europee, la sostituzione integrale di questo piano con un programma di investimenti volto a promuovere le vere priorità dell’Unione Europea: spesa sanitaria, incentivi all’occupazione, istruzione, investimenti green, al fine di rendere l’economia dell’Unione più equa, sicura e sostenibile.
Questa iniziativa locale si inserisce nel contesto della mobilitazione nazionale promossa dal Movimento 5 Stelle contro l’aumento delle spese militari, che porterà migliaia di persone in piazza a Roma sabato 5 aprile, per una manifestazione a cui il leader pentastellato Giuseppe Conte ha chiamato a partecipare tutte quelle realtà sociali, politiche e associative che non si riconoscono in questa corsa agli armamenti varata dal Consiglio Europeo.
«Manifestazione a cui parteciperemo in massa anche da Pescara, così come da tutto il resto dell’Abruzzo – commenta il capogruppo M5S, Paolo Sola – per ribadire che il riarmo dell’Europa è una scelta pericolosa e inaccettabile, che va a discapito del benessere dei cittadini. È fondamentale che anche gli enti locali facciano sentire la loro voce e prendano posizione – aggiunge Sola – perché le conseguenze di queste scelte ricadranno su tutti noi. Ed è per questo che, con il nostro ordine del giorno, chiederemo anche al Consiglio Comunale di Pescara di ribadire che la nostra città dice no a un’Europa militarizzata e sì a un’Unione che investa in sanità, istruzione, lavoro e sostenibilità. Invitiamo tutti i cittadini a mobilitarsi per dimostrare che un’altra Europa è possibile e necessaria».