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Il coordinamento No Hub scrive a Di Maio: stop al progetto Snam, fare rilievi sul metanodotto

Federico Falcone di Federico Falcone
28 Giugno 2019
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Sulmona. Al termine dei lavori del convegno scientifico sul tema “Centrale e Metanodotto Snam, una battaglia da vincere” svoltosi ieri, 27 giugno nell’aula consiliare del Comune di Sulmona, l’assemblea dei cittadini ha approvato all’unanimità il seguente documento indirizzato al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio:

“L’assemblea dei cittadini riunita a Sulmona nella sala Consiliare del Comune il 27 Giugno 2019 per discutere del tema «Centrale e Metanodotto Snam: una battaglia da vincere», dopo aver ascoltato le relazioni degli esperti sugli aspetti sismici, climatici, energetici, sanitari e giuridici del problema, e dopo ampio dibattito, ha approvato alla unanimità la seguente risoluzione:

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L’ assemblea esprime la propria totale contrarietà al progetto della Snam denominato «Rete Adriatica», con particolare riferimento ai tratti appenninici.

Trattasi di un progetto assolutamente inutile poiché l’Italia non necessita di ulteriori approvvigionamenti di gas in quanto i consumi interni sono notevolmente inferiori alla capacità di importazione già esistente. Tale progetto si configura come un inammissibile spreco di denaro pubblico che verrebbe a gravare sui cittadini. La Snam, che ambisce a diventare l’ Hub del Gas del sud Europa, ne ricaverebbe lauti profitti mentre tutti i costi e i rischi verrebbero scaricati sulle popolazioni dei territori attraversati dal mega gasdotto.

È del tutto irragionevole insistere nel far passare il «Rete Adriatica» lungo la dorsale appenninica, ovvero nelle aree più altamente sismiche della penisola, già colpite pesantemente dai disastrosi terremoti degli ultimi anni. Come è irragionevole la distruzione di territori di elevatissima qualità ambientale e ricchi di biodiversità quali sono quelli dell’ Appennino. Ai danni ambientali si sommerebbero quelli causati alle economie locali e quelli alla salute dei cittadini in conseguenza delle sostanze inquinanti emesse dalla centrale di compressione che la Snam intende costruire a Sulmona in località Case Pente. Anche la centrale di compressione verrebbe situata in un’area ad altissimo rischio sismico.

Quando la scienza non è in grado di dare risposte certe e definitive, quale è appunto il caso del rischio sismico, i pubblici poteri devono applicare il principio di precauzione, sancito dalla normativa italiana ed europea.

Questo, però, nel caso in oggetto non è avvenuto, anteponendo così, ai diritti costituzionalmente riconosciuti dei cittadini e dei territori, i cospicui interessi economici e finanziari che sono dietro a questa operazione. È paradossale, inoltre, che a fronte degli impegni che il nostro Paese è tenuto ad assumere per l’abbandono delle fonti fossili, causa prima dei cambiamenti climatici che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza del pianeta Terra, si continui ad autorizzare, in modo del tutto anacronistico, impianti come quelli in discussione.

Il Governo di un Paese, la cui Costituzione afferma solennemente che «la sovranità appartiene al popolo», ha il dovere di ascoltare la volontà popolare e quella dei suoi rappresentanti istituzionali che, alla unanimità, si sono pronunciati contro il progetto della Snam.

Pertanto l’assemblea chiede:

• che non vengano autorizzati i tratti appenninici della «Rete Adriatica»;

• che non venga rilasciata l’ Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’ esercizio della centrale di compressione prevista a Sulmona;

• che venga effettuata una nuova Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sui tratti appenninici del mega gasdotto e della centrale, essendo inconcepibile una VIA senza scadenza, cioè «eterna»;

• che, sull’ intera opera, venga effettuata la Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

Si chiede inoltre un incontro urgente al fine di discutere l’intera problematica”.

L’Assemblea dei cittadini

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