Pescara. La gestione dei canili e la lotta al randagismo approdano ufficialmente in Regione. Domani mattina la Commissione Vigilanza del Consiglio regionale d’Abruzzo, presieduta da Sandro Mariani, affronterà il tema della gestione delle strutture di ricovero per animali e delle responsabilità attribuite ad Asl, Comuni e Regione nell’applicazione delle norme sul benessere animale.
In audizione è stato convocato Gabriele Bettoschi, presidente dell’associazione Tutela Diritti Animali Ets/Arci, chiamato a illustrare le criticità riscontrate nella gestione del fenomeno randagismo e a presentare le osservazioni contenute in un documento già trasmesso alla Regione Abruzzo.
Secondo quanto evidenziato dall’associazione, in Abruzzo la gestione dei canili sarebbe progressivamente confluita nelle mani di operatori privati, alcuni dei quali finiti negli anni al centro di interrogazioni parlamentari e servizi giornalistici nazionali. Una situazione che, secondo Bettoschi, avrebbe contribuito a trasformare la gestione del randagismo in un sistema economico consolidato, con ripercussioni sulla qualità dei controlli e sull’efficacia delle politiche pubbliche.
“A distanza di circa 35 anni dall’entrata in vigore della legge quadro 281 del 1991, in Abruzzo più che incrementare la lotta al randagismo si è incrementato il business del randagismo” afferma Gabriele Bettoschi, presidente di Tutela Diritti Animali Ets/Arci. “Un business che fa emergere precise responsabilità di Asl, Comuni e Regione” prosegue.
Nel corso dell’audizione, l’associazione annuncia che chiederà l’avvio di una verifica approfondita sull’operatività del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria e Sicurezza Alimentare e dei Servizi veterinari delle Asl abruzzesi, con particolare riferimento agli obblighi di vigilanza, ai controlli sulle strutture di ricovero e alla regolarità degli atti amministrativi.
“Illustreremo le ragioni che rendono necessario avviare una scrupolosa verifica sull’effettiva operatività dei servizi veterinari regionali e delle Asl, estendendola alla regolarità degli atti e ai controlli sulle strutture di ricovero, comprese quelle abusive” dichiara Bettoschi.
Nel documento trasmesso alla Regione vengono evidenziate diverse criticità, tra cui la presunta mancanza di un’efficace attività di vigilanza da parte di Regione e Asl, la presenza di atti ritenuti irregolari nell’ambito del Dipartimento regionale di Sanità Animale, ispezioni considerate superficiali e la gestione di servizi pubblici da parte di soggetti privati in situazioni giudicate potenzialmente conflittuali. Tra i punti segnalati anche il mancato utilizzo di canili pubblici, che secondo l’associazione non verrebbero attivati, e l’impiego di risorse pubbliche per strutture in locazione ritenute non conformi alla normativa regionale.
Secondo l’associazione, la gestione del randagismo risulterebbe inoltre compromessa da procedure ritenute inefficaci nella gestione delle colonie feline e delle sterilizzazioni, da un progressivo disinteresse istituzionale verso il benessere animale e dal mancato rispetto di alcune disposizioni previste dalla legge regionale 47 del 2013.
Tra le criticità indicate figurano anche il mancato rinnovo della convenzione con l’Università di Teramo per il servizio di emergenza clinica veterinaria, l’assenza di corsi di formazione e iniziative educative previste dalla normativa, oltre alla mancata regolamentazione dell’accesso degli animali d’affezione nelle strutture di cura.
L’audizione in Commissione Vigilanza rappresenterà dunque un momento di confronto istituzionale su un tema che coinvolge direttamente la tutela degli animali, la gestione delle risorse pubbliche e l’organizzazione dei servizi veterinari regionali, con l’obiettivo di fare chiarezza sulle criticità segnalate e individuare eventuali correttivi per il futuro.


