Teramo. Nel museo OPHIS di Teramo ci si occupa dello studio dei rettili, sia moderni che fossili, e qui vengono preparati, identificati e descritti in letteratura le ossa dei giganti del passato.
È da poco stato pubblicato sulla rivista scientifica “Italian Journal of Geosciences” un nuovo studio incluso in un volume speciale dedicato al bicentenario della scoperta dei dinosauri. Due ricercatori italiani, Andrea Cau (Parma) e Alessandro Paterna (Teramo), tramite la riesaminazione delle specie conosciute e l’analisi di nuovo materiale, nello specifico 24 nuovi esemplari provenienti dalla collezione di OPHIS, sono riusciti a fornire una risposta ad un rompicapo che dura un secolo, l’enigma di Stromer. Questo mistero ha avvolto per decenni lo status e la relazione tra i teropodi (grandi dinosauri bipedi carnivori) provenienti dal nord Africa, nello specifico dall’attuale deserto del Sahara. Nel loro nuovo lavoro, i due autori dimostrano l’esistenza di specie chimeriche, assemblamenti generati dalle poche informazioni sui rari e frammentari ritrovamenti che abbiamo di questi animali, risolvono delle lacune tassonomiche, descrivono un nuovo carcharodontosauride (dinosauro dai denti di squalo) appartenente al genere Sauroniops, e molti altri esemplari tra cui ossa mai rinvenute finora in quel territorio, che rappresentano vere e proprie sorprese e record in termini di grandezza.
I risultati dello studio saranno presentati e discussi sabato 7 giugno presso la villa comunale di Roseto degli Abruzzi, dove sarà possibile ascoltare e conoscere i due autori della pubblicazione scientifica e l’intero team di OPHIS che vi mostrerà da vicino il lavoro che svolge sui fossili, e l’utilizzo della tecnologia che viene applicata in questo settore. Inizio conferenza ore 18:00. Per maggiori informazioni e prenotazioni potete inviare una mail all’indirizzo [email protected] o contattare su WhatsApp il numero 3929053106.
Nel museo OPHIS di Teramo ci si occupa dello studio dei rettili, sia moderni che fossili, e qui vengono preparati, identificati e descritti in letteratura le ossa dei giganti del passato.
È da poco stato pubblicato sulla rivista scientifica “Italian Journal of Geosciences” un nuovo studio incluso in un volume speciale dedicato al bicentenario della scoperta dei dinosauri. Due ricercatori italiani, Andrea Cau (Parma) e Alessandro Paterna (Teramo), tramite la riesaminazione delle specie conosciute e l’analisi di nuovo materiale, nello specifico 24 nuovi esemplari provenienti dalla collezione di OPHIS, sono riusciti a fornire una risposta ad un rompicapo che dura un secolo, l’enigma di Stromer. Questo mistero ha avvolto per decenni lo status e la relazione tra i teropodi (grandi dinosauri bipedi carnivori) provenienti dal nord Africa, nello specifico dall’attuale deserto del Sahara. Nel loro nuovo lavoro, i due autori dimostrano l’esistenza di specie chimeriche, assemblamenti generati dalle poche informazioni sui rari e frammentari ritrovamenti che abbiamo di questi animali, risolvono delle lacune tassonomiche, descrivono un nuovo carcharodontosauride (dinosauro dai denti di squalo) appartenente al genere Sauroniops, e molti altri esemplari tra cui ossa mai rinvenute finora in quel territorio, che rappresentano vere e proprie sorprese e record in termini di grandezza.
I risultati dello studio saranno presentati e discussi sabato 7 giugno presso la villa comunale di Roseto degli Abruzzi, dove sarà possibile ascoltare e conoscere i due autori della pubblicazione scientifica e l’intero team di OPHIS che vi mostrerà da vicino il lavoro che svolge sui fossili, e l’utilizzo della tecnologia che viene applicata in questo settore. Inizio conferenza ore 18:00. Per maggiori informazioni e prenotazioni potete inviare una mail all’indirizzo [email protected] o contattare su WhatsApp il numero 3929053106.