L’Aquila. È stata una serata d’incontro, confronto e dibattito quella andata in scena ieri nella sede dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia dell’Aquila, in occasione della presentazione del volume «Spazio e Architettura – Istantanee dai Luoghi». Un volume che racchiude e racconta per parole ed immagini le tre edizioni del premio fotografico «Architettura e Fotografia» e, con esso, idealmente, anche il percorso intrapreso dall’Ordine negli ultimi anni.
Nutrita e variegata la presenza del pubblico: nella gremita sala-auditorium della sede non erano presenti solo professionisti e colleghi, ma anche amministratori, rappresentanti delle istituzioni, docenti e semplici cittadini, segno del forte legame con il territorio che l’Ordine ha saputo stabilire attraverso il proprio lavoro. L’appuntamento di ieri è stato una sorta di “vernissage” dell’apertura della stagione 2026 di «L’Aquila Capitale italiana della Cultura» (oggi sarà inaugurata nel Capoluogo alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella), che vedrà l’Ordine impegnato in molte altre iniziative per la diffusione della cultura dell’abitare.
Così come di alto livello sono stati gli interventi che si sono succeduti, che in tal modo ha saputo rappresentare un momento di dibattito e approfondimento su alcuni dei temi centrali riguardanti la professione dell’architetto, il ruolo culturale e sociale che oggi ricopre e le prospettive future di un mestiere che non smette di essere cruciale nelle dinamiche delle società odierne.
Ma non solo. A partire dal tema centrale e grazie agli interventi dei relatori, infatti, sono emersi molti altri aspetti, tutti in qualche modo connessi tra loro, dando vita ad un prisma di prospettive, analisi e proposte differenti. Per l’amministrazione comunale dell’Aquila erano presenti, oltre al sindaco Pierluigi Biondi, l’ Assessore alla promozione turistica Ersilia Lancia, assieme ad altre personalità del mondo della cultura e delle professioni, tra cui Rinaldo Tordera (Presidente dell’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila), Pierluigi Frezza (Presidente dell’ANCE), Elio Masciovecchio (vicepresidente del C.N.I.) e Carmen Zonfa (Presidente del Collegio dei Periti). Significativa anche la partecipazione del senatore Guido Quintino Liris, relatore nella Commissione Bilancio di Palazzo Madama.
L’evento si è chiuso con la premiazione delle prime tre opere classificate – selezionate da una giuria qualificata tra le oltre 170 inviate – per l’edizione 2025 del concorso «Architettura e Fotografia – I Luoghi oltre l’abitare»: il primo premio, consegnato dalla presidente uscente dell’Ordine, Sara Liberatore, è stato assegnato a Mauro Zorer e alla sua «Ritorno al futuro», seguito dallo scatto «Dentro il ventre di Musumeci» di Gabriele Marinelli e da Lorena Finocchiaro con l’opera «Monumento ai caduti». Menzione speciale per la fotografia «Metropolitana di Tokyo» di Roberto Serra.
Ad aprire l’incontro è stato il presidente dell’Ordine, Luca Carosi, che, prendendo spunto dal tema centrale dell’ultima edizione del premio «Architettura e Fotografia» – ovvero «I Luoghi oltre l’Abitare» -, ha sottolineato le dinamiche contemporanee di trasformazione dei luoghi urbani. «Quella di oggi – ha esordito Carosi – è un’occasione importante, perché presentiamo un progetto editoriale che è partito un po’ di tempo fa e che racchiude l’esperienza delle tre edizioni del nostro concorso fotografico. L’edizione di quest’anno si è occupata delle istantaneità in luoghi; luoghi che, come le piazze ad esempio, col tempo si sono trasformate in virtù di nuove esigenze sociali. La piazza è mutata da luogo pubblico ad un altro tipo di spazio urbano, mentre luoghi come aeroporti, stazioni e centri commerciali si sono a loro volta trasformati in spazi pubblici. Oggi – ha proseguito il presidente dell’Ordine – ci avviamo verso ulteriori nuove connotazioni, che possiamo chiamare “meta-luoghi”, caratteristici di un mondo digitale come il nostro, dove ci si incontra sempre meno di persona e sempre di più si comunica dentro spazi virtuali.
Sono molto contento delle tante presenze qui in sala – ha concluso Carosi – compresa ovviamente quella del Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che ha trovato il tempo di partecipare a questo nostro incontro. La sua presenza, come quella di altri amministratori, è un importante segnale di apertura, che potrà poi condurre a un rapporto stabile tra istituzioni. Perché i nostri ordini, è bene ricordarlo, sono ancora istituzioni».
«Un sentito ringraziamento va all’attività che portate avanti come Ordine – ha dichiarato il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi – e a questa bellissima opera che presentate questa sera. Gli architetti hanno avuto un ruolo decisivo e prezioso nella ricostruzione della nostra Città; oggi si parla tanto di benessere sociale, e questo benessere passa anche attraverso piazze e spazi pubblici fruibili, inclusivi e aperti, per comporre i quali il vostro contributo è e sarà fondamentale. Gli architetti del nostro territorio – ha detto ancora Biondi – possono fare la differenza nel proporre ed esportare modelli che per questa città e questa provincia hanno funzionato anche grazie a voi».
«Io credo che tutti noi possiamo identificarci come una comunità ed è anche per questo motivo che ho aderito a questo progetto con entusiasmo -– ha poi evidenziato Alessandra Ferrari, Vicepresidente del Consiglio Nazionale Architetti P.P.C. Ma non c’è solo questo. Un’altra importante ragione sta nel fatto che al centro di questo progetto c’è il rapporto tra l’architettura e la fotografia. Non a caso ho voluto chiamare il mio testo presente all’interno del libro “Un supplemento di anima”: “supplemento” perché fotografare è anche un po’ tradurre (e ogni traduzione aggiunge sempre qualcosa all’originale), “anima” perché ci sono delle emozioni che solo lo spazio in cui ci muoviamo può darci. Uno degli aspetti più importanti del progetto «Spazio e Architettura» – ha chiosato Ferrari – risiede nel suo essere qualcosa di tangibile, una pubblicazione che rappresenta la volontà di testimoniare, di esserci. Del resto, se noi non lasciamo qualche cosa di tangibile, quale patrimonio poi potremo proteggere e tramandare?».


