L’Aquila. “Questa piazza, qualche istante dopo le 3.32 del 6 aprile 2009, accoglieva chi fuggiva, dalle macerie delle proprie case, con un portato pesante di disperazione”. Sono le parole pronunciate in un toccante discorso dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi.
“Oggi abbraccia voi, allievi del 99° corso dei Vigili del Fuoco, per il giuramento che quest’anno si traduce nell’omaggio ad una città e ad un territorio che 16 anni fa hanno visto in azione i vostri colleghi, patrimonio emozionale e salvifico per noi aquilani. Con il giuramento sarete al servizio della comunità e nell’azione potrete meglio comprendere il valore della vostra missione. Per noi tutti, i Vigili del Fuoco sono creature mitologiche e tenaci, che si muovono tra le macerie, tra le fiamme, nelle acque tracimanti.
E, nell’immaginario di ogni bambino, di ogni tempo e di ogni angolo della terra, sono visti come dei supereroi. I Vigili del Fuoco sono degli impavidi “risolutori” nei disastri naturali, straordinari professionisti della solidarietà, che trasformano la disperazione in speranza e il dolore in poetica della sopravvivenza. Rammentando il film di quei giorni di passione, in ogni angolo ferito della città e del territorio aquilano si vedono i Vigili del Fuoco con l’“armatura” d’ordinanza, instancabili funamboli, stuntman per necessità, portatori di pìetas. Ecco l’elicottero bianco e rosso, eccoli arrampicati sulle funi o sui carrelli, fissati sul braccio di una gru, per verificare le condizioni della cupola del Valadier; eccoli scavare “a mani nude”, per non provocare ulteriori danni a chi è rimasto intrappolato, tra le macerie della Casa dello Studente o tra le rovine della basilica di Santa Maria di Collemaggio: loro e ancora loro, i Vigili del Fuoco, testimoni della nostra Spoon River.
L’Aquila, 16 anni fa, per dirla con Sofocle, è stata vittima della tirannia del Caso che si è tradotta in tragedia, ma che – grazie anche al generoso impegno del vostro corpo civile – oggi vive la gioia della rinascita e il fascino della costruzione del futuro. Sappiamo l’impegno gravoso del Presidente del Consiglio in questa complessa fase di tensioni internazionali, il suo ruolo equilibrato, le sue capacità diplomatiche, la sua sensibilità politica e gli obiettivi che si è prefissata per rendere l’Italia un Paese più competitivo e sicuro. La sua presenza sta a testimoniare non solo la rinnovata vicinanza ai cittadini aquilani – che non è mai venuta meno da quella buia notte del 2009 che la vide affrontare un viaggio, verso la nostra terra, temerario e portatore di empatica umanità – ma anche il voler celebrare la forza della solidarietà, della condivisione, dell’accoglienza del vostro Corpo, che è una parte non secondaria della bellezza del nostro Paese. Oggi assistiamo al riconoscimento, di grande valore istituzionale e morale, nei confronti dei Vigili del Fuoco, di voi tutti che, con ineguagliabile responsabilità, siete portatori di speranza e costruttori di pace ovunque andiate, dovunque siate chiamati ad operare.
Perché, quella dei Vigili del Fuoco è una storia di eccellenza, di umanità, di senso del dovere, che per Kant è un principio morale; per i cattolici il dovere verso Dio che si traduce in un impegno verso gli altri. Per i Vigili del Fuoco il senso del dovere è una forza motivazionale che li porta ad agire in modo giusto e necessario: è l’umiltà del loro coraggio che ha il sopravvento assoluto sulla paura. In questi 16 anni, la nostra riconoscenza nei confronti del corpo dei Vigili del Fuoco non è mai venuta meno, come dimostra il conferimento della cittadinanza onoraria. Grazie per esserci stati e per esserci per la nostra comunità, grazie per essere una inestimabile certezza sempre e in particolar modo in questo momento storico. Grazie per averci donato conforto, per aver pianto con noi, per esserci stati nel cortile della caserma della Guardia di Finanza accanto a quelle bare allineate, tra le quali le bianche coperte di peluche. Il nostro cuore per sempre si riconoscerà nel vostro. Viva i Vigili del Fuoco, viva L’Aquila e la sua rinascita”.