Pescara. Operazione verità sul Giro d’Abruzzo e sulle procedure di spesa della Regione. A intervenire è l’Onorevole Luciano D’Alfonso, che ricostruisce criticamente atti, coperture finanziarie e presunte irregolarità legate all’utilizzo di risorse pubbliche.
“Oggi facciamo un’operazione verità anche per corroborare l’attività posta in essere dai consiglieri regionali del Partito Democratico in Abruzzo, in particolare da Silvio Paolucci e Sandro Mariani, che stanno accendendo le luci su un fatto di assoluto rilievo”, afferma l’Onorevole Luciano D’Alfonso. “La questione oggetto di rilettura è il Giro d’Abruzzo che l’Abruzzo ha saputo conoscere tra il 15 e il 18 aprile 2025. Un Giro pensato mesi prima, ma proceduralizzato per la copertura finanziaria degli atti tipici solo due mesi dopo. La cosa sorprendente è l’assoluta disabitudine a occuparsi con correttezza delle procedure: com’è possibile mettere in campo un’attività di spesa di 2 milioni di euro senza la correntezza delle procedure corrette, così come stabilite dall’ordinamento?”, domanda.
“Mi rivolgo naturalmente alle figure politiche che sono gli spingitori di questa curiosa attività di safari dello spreco e della spesa, ma mi rivolgo anche ai dirigenti e ai direttori della Regione Abruzzo”, prosegue D’Alfonso. “Dirigenti e direttori che non hanno per contratto il diritto di fare svarioni, di chiudere gli occhi, di essere irregolari e illegali. A quelli che hanno messo le mani su questo procedimento dico con chiarezza: non devono dare retta alle pressioni di assessori e consiglieri regionali che chiedono di violare le regole, perché qui la regola è stata violata. La spesa non si può sostenere prima della formalizzazione delle procedure”, sottolinea.
“Nel diritto italiano ed europeo qualsiasi atto deliberativo privo di copertura è nullo, e gli atti deliberativi vanno fatti prima di determinare la spesa”, afferma ancora l’Onorevole. “Abbiamo ricostruito, grazie anche al lavoro di Silvio Paolucci e Sandro Mariani, che gli atti tipici sono stati collocati nella loro esistenza due mesi dopo il Giro d’Abruzzo. Tra il 15 e il 18 aprile 2025 si è tenuto il Giro e solo a giugno AreaCom ha notificato l’avvenuta aggiudicazione in favore di Rcs Sport Spa. Ma non è che siccome chiamiamo Pomilio Bloom Sport o Rcs Sport Spa vengano meno gli obblighi di procedura e trasparenza: l’obbligo nasce dall’utilizzo di denaro pubblico”, evidenzia.
“E allora mi chiedo: come fanno le imprese a operare senza l’adozione di atti tipici?”, incalza D’Alfonso. “Che tipo di colloquio riservato è intercorso tra i rappresentanti del potere pubblico regionale e i contraenti privati in assenza di procedura? Che tipo di stretta di mano, che atteggiamento antigiuridico ha garantito tutto questo?”, domanda.
“Le risorse, le procedure, i pareri, l’attività a contrarre, i contratti, le esecuzioni contrattuali seguono una precisa correntezza che i dipendenti regionali conoscono bene”, prosegue. “Il problema è che devono essere messi nelle condizioni di lavorare senza spingimenti e senza spintonamenti. Se poi considero che c’è stato persino il tentativo di pagare due edizioni del Giro d’Abruzzo con una sola fornitura di denaro, e se ripenso al 2024, quando candidati del centrodestra giravano i comuni abruzzesi promettendo lavori stradali legati al Giro che poi sarebbero stati pagati, allora posso legittimamente pensare a un negoziato elettorale: rifacciamo questa quota di asfalto per il Giro e poi sistemiamo gli atti di pagamento successivamente”, afferma.
“Mi auguro che la Commissione di Vigilanza faccia un’opera seria di ricostruzione filologica e fisiologica di tutta la patologia insorta”, dichiara D’Alfonso. “Non è possibile, in Abruzzo come in Italia o in Europa, fare prima le spese e gli impegni esecutivi e solo dopo procedere con gli atti tipici di pagamento. Spero che la Commissione prenda subito in carico questo dossier e mi auguro che anche la Magistratura contabile e giuspenalistica abruzzese si occupi di questi 2 milioni di euro ballerini stabiliti dopo che il Giro si è già svolto”, aggiunge.
“E non c’entra nulla il tentativo di giustificazione operato da Rcs Sport Spa”, conclude l’Onorevole Luciano D’Alfonso. “L’obbligo di correttezza procedurale non viene meno quando si utilizza denaro pubblico: 2 milioni di euro sono 2 milioni di euro. Se questo è accaduto per il Giro d’Abruzzo, mi chiedo quanti altri episodi analoghi esistano. Quei due milioni configurano un debito fuori bilancio insanabile, non correggibile con emendamenti di astuzia. Se li sommiamo ai 130 milioni di debito sanitario, emerge chiaramente il livello di disordine che caratterizza oggi l’ordinamento regionale. Per questo ho depositato anche un’interrogazione al Ministro a prevalente competenza”.


