Canistro. Davanti al “muro” di On the Wall, il format firmato QuotidianiLive, siede Gianmaria Vitale, sindaco di Canistro. La quinta puntata del podcast, condotto da Eleonora Berardinetti, ci riconsegna l’immagine di un amministratore che vive una “doppia vita” tra le sfide per il futuro e la resistenza quotidiana di un piccolo borgo montano.
Le radici e il valore del sacrificio
L’intervista si apre con il racconto di un’infanzia riservata e curiosa, tipica di un bambino cresciuto in un piccolo centro abruzzese. Il valore cardine trasmesso dalla famiglia è il sacrificio: Vitale ricorda con orgoglio i fine settimana universitari trascorsi ad aiutare il fratello e i genitori nella gestione del bar di famiglia, riaperto dopo cinquant’anni. Per lui, tornare ogni venerdì dall’Aquila non era un peso, ma una necessità per restare ancorato alle proprie radici, tra la squadra di calcio del paese e l’impegno sociale che sarebbe poi sfociato nella politica.
La sfida amministrativa: oltre la fascia tricolore
Eletto nel 2021 senza precedenti esperienze politiche, Vitale ha scoperto presto la complessità del governo locale. Amministrare un comune con personale ridotto e risorse tagliate significa, per un sindaco giovane, dedicarsi in prima persona anche alla stesura tecnica di delibere e determine. Una dedizione che sottrae tempo prezioso agli affetti: «Rientro quasi ogni sera alle nove, mia moglie mi aspetta… il tempo per la famiglia è la privazione più grande», confessa. Nonostante lo stress e i “capelli bianchi” aumentati negli ultimi anni, non vive il ruolo come un peso, ma come un impegno gravoso compensato dalla soddisfazione di vedere realizzate le opere pensate per la comunità.
Il nodo dell’acqua e la giustizia amministrativa
Il tema più caldo resta la gestione del servizio idrico e le vicende legate all’Acqua Santa Croce. Vitale ammette che queste questioni “gli tolgono il sonno” per l’importanza che la gestione autonoma riveste per Canistro. In merito alle critiche ricevute, respinge le accuse di parzialità verso specifici operatori, ribadendo che la sua linea non è il “muro contro muro”, ma la ricerca di una soluzione condivisa attraverso la giustizia amministrativa per riattivare l’opificio e recuperare i posti di lavoro perduti. «L’acqua è la battaglia che non sono disposto a perdere», afferma con fermezza.
Una visione per il futuro
Con oltre 12 milioni di euro di finanziamenti pubblici intercettati, tra cui il recupero di Palazzo Viarelli, l’obiettivo di Vitale va oltre il cemento. Il suo sogno è la rinascita del tessuto sociale ed imprenditoriale del borgo, specialmente per i giovani. Attraverso il “Progetto Borghi”, il sindaco mira a un turismo riattivato e a una strategia territoriale comune con la Valle Roveto e la Marsica. «Vorrei essere ricordato non solo per le opere pubbliche, ma per aver ridato linfa al tessuto sociale e produttivo del paese», conclude, sottolineando come la forza per andare avanti arrivi proprio dal desiderio di rinnovamento espresso dalle nuove generazioni.
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