Francavilla al Mare. “Non ci interessano i soldi, ma vogliamo la verità e che sia fatta giustizia”. E’ la precisazione forte dei familiari di Giancarlo Carulli (in foto), l’operaio del Comune di Francavilla al Mare di 64 anni rimasto folgorato il 5 agosto 2023 mentre stava riparando un impianto di pubblica illuminazione e spirato dopo quattro giorni di agonia, il 9 agosto, per i gravissimi traumi subiti. Oggi, mercoledì 2 aprile 2025, in Tribunale a Chieti, avanti il giudice dott.ssa Giulia Colangeli, si è formalmente aperto – con la prima udienza dibattimentale “filtro” per fissare il calendario dei lavori (la prossima sarà il 29 ottobre per sentire i 19 testi della Procura) – il processo che vede alla sbarra il vicesindaco di Francavilla, Wiliams Marinelli, 53 anni, in qualità d datore di lavoro di fatto della vittima, Roberto Olivieri, 64 anni, dirigente del III Settore comunale (Attività Tecniche e Ambientali) da giugno a settembre 2017, il periodo in cui era stato realizzato l’impianto “incriminato”, Maurizio Basile, 56 anni, in qualità di funzionario responsabile del servizio Lavori Pubblici comunale, e Luciano Mangifesta, 64 anni, quale elettricista del Comune, esecutore materiale dell’ampliamento dello stesso impianto.
Al termine delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero della Procura chietina titolare del relativo procedimento penale per omicidio colposo in concorso, con l’aggravante di essere stato commesso violando le norme antinfortunistiche, il dott. Giancarlo Ciani, ha contestato ai quattro imputati, per l’appunto, pesanti violazioni, in particolare, quell’impianto d’illuminazione sarebbe risultato totalmente fuori norma, Carulli, lavoratore non formato per tali interventi, era stato mandato a ripararlo come fosse un elettricista, e senza dispositivi di protezione individuale, tanto più necessari alla luce della pericolosità delle operazioni richieste, e con la linea elettrica ancora in esercizio. Violazioni che hanno spinto il Sostituto procuratore, al termine delle indagini preliminari, a chiedere il rinvio a giudizio, poi ottenuto all’esito dell’udienza preliminare tenutasi lo scorso 16 ottobre avanti il Gip dott. Andrea Di Berardino: i quattro imputati, i cui difensori avevano chiesto, invano, il non luogo a procedere, non hanno scelto riti alternativi, decidendo quindi di affrontare il processo.
La moglie, le figlie e i nipoti della vittima, attraverso l’Area Manager per l’Abruzzo Mario Masciovecchio, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, e all’avocato Marco Bevilacqua, per il tramite del quale si sono già costituiti parte civile fin dall’udienza preliminare. “Ma non vorremo che la nostra battaglia fosse ridota e appiattita sul risarcimento richiesto al Comune di Francavilla, come si fa sempre in questi tragici casi – spiegano – Quello che ci interessa è che vengano accertati i fatti e tutte le responsabilità e che chi ha sbagliato, mandando il nostro caro, senza scrupolo alcuno, a svolgere quell’attività senza alcun crisma di sicurezza, riceva una pena congrua”.