Silvi. Si sarebbe sparato alla testa senza riuscire nel suo intento, poi avrebbe continuato a sparare altri colpi a vuoto perforando la carrozzeria dell’auto, fino a quando ha sparato il colpo letale. Sarebbe morto così, secondo quanto emerso dagli accertamenti del medico legale, il giovane di Silvi trovato disteso sul sedile posteriore della sua auto, una Lancia Y, con una pistola al suo fianco. Il corpo era nascosto dai finestrini oscurati e a scoprirlo, dopo la segnalazione di una amico che lo cercava, sono stati gli operatori del 118. Sul posto i carabinieri del comando provinciale di Teramo, quelli della compagnia di Giulianova e della stazione di Silvi, oltre a quelli del reparto provinciale guidati dal capitano Nazario Giuliani, coordinati dal sostituto procuratore Laura Colica. La pista del suicidio per un amore non corrisposto, quindi, è quella seguita dagli inquirenti. Anche alcuni dei suoi amici la pensano così, ma non ci sono certezze. Uno dei suoi amici più stretti scrive su Facebook: “Non ci posso credere che hai fatto una cosa del genere e a soli 20 anni ci hai lasciato per una delusione d’amore”. Franco Morelli, disoccupato, viveva con il nonno acquisito, mentre i genitori, separati, sono residenti altrove. Nel suo ultimo post di qualche giorno fa il giovane si definiva “ferito” con un emoticon e scriveva: “Crescendo da solo ho imparato che nella vita ti puoi aspettare di tutto e da tutti. Si fa fatica a crederci, su persone che aiuteresti con tutto il cuore. Sentirsi dire e fare cose che non ti saresti mai aspettato, minimamente. Non me lo merito”. Viene ricordato da un altro amico come un “ragazzo di strada 100%”. La vita ti ha voltato le spalle e preso a calci in culo sin da piccolo. Nonostante tutto sei sempre andato avanti fino ad oggi, con le tue forze. Non ti sei mai fatto mancare niente e soprattutto non hai mai fatto mancare niente ai tuoi amici aiutando sempre tutti, in ogni modo, dai piccoli gesti, dalle piccole dimostrazioni. Sorridevi alla vita e nonostante il malessere interno, grazie ai tuoi veri amici andavi avanti”.