Pescara. Si è tenuto a Pescara il Tavolo interistituzionale convocato dalla Garante dei detenuti della Regione Abruzzo, Monia Scalera. Al centro dell’incontro, la presentazione dei percorsi formativi finanziabili destinati all’educazione e al reinserimento sociale dei detenuti, sia adulti che minori.
All’appuntamento hanno partecipato l’assessore regionale alle Politiche Sociali e Formazione, Roberto Santangelo, il direttore del Dipartimento Sociale Emanuela Grimaldi, i vertici dell’Amministrazione penitenziaria di Lazio-Abruzzo-Molise e del Centro Giustizia minorile, oltre ai direttori dei nove istituti penitenziari della regione.
Risorse e coordinamento: l’impegno della Regione
L’assessore Santangelo ha confermato lo stanziamento di 2,5 milioni di euro derivanti dai fondi FSE Plus per la formazione degli adulti, a cui si aggiungono 500 mila euro specificamente dedicati ai detenuti minorenni. La Garante Scalera ha sottolineato l’importanza di una gestione oculata di queste risorse per evitare sovrapposizioni con i finanziamenti nazionali.
“È importante creare un coordinamento tra tutti gli attori istituzionali coinvolti. Questo tipo di incontri è fondamentale per comprendere quali siano le reali necessità dei singoli istituti di pena ed è necessario creare una sinergia virtuosa”.
Il Tavolo ha l’obiettivo di mappare i bisogni specifici di ogni struttura per utilizzare i fondi in modo mirato, rispettando il divieto di doppio finanziamento e massimizzando l’efficacia degli interventi.
L’obiettivo “Recidiva Zero”
La strategia regionale punta sulla formazione come strumento primario per abbattere il tasso di criminalità di ritorno. L’offerta formativa sarà diversificata per adattarsi ai diversi circuiti detentivi e ai trattamenti specifici dei singoli istituti.
Accanto ai percorsi più tradizionali, come i corsi per pizzaioli o barbieri, verranno attivati profili innovativi, tra cui quelli per operatori dei villaggi turistici. Tali attività, secondo la Garante, non forniscono solo competenze tecniche, ma aiutano a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e sicurezza nel rapportarsi con il prossimo.
“La formazione è il primo anello fondamentale per il reinserimento del detenuto affinché non possa più delinquere”, ha concluso Monia Scalera. “In tal modo è possibile perseguire il nostro obiettivo principale: la recidiva zero”.



