L’Aquila. Fermato al casello con la droga nascosta sotto l’ascella: in manette pluripregiudicato.
Controlli serrati lungo le principali arterie di accesso alla città: nel tardo pomeriggio di venerdì, i Finanzieri del Comando Provinciale dell’Aquila hanno arrestato un 65enne pluripregiudicato, sorpreso con oltre 35 grammi di cocaina. L’operazione, condotta nei pressi del casello autostradale A24 di L’Aquila Est con il supporto delle unità cinofile, si inserisce in un più ampio dispositivo di contrasto allo spaccio, intensificato in vista del fine settimana e dei flussi legati alla movida cittadina.
Nel tardo pomeriggio di venerdì, i Finanzieri del Comando Provinciale di L’Aquila hanno tratto in arresto un 65enne pluripregiudicato, originario della provincia di Roma, che trasportava oltre 35 grammi di cocaina. Lo stesso si trovava a bordo di un’autovettura quando è stato fermato dai militari nei pressi dell’uscita del casello autostradale A/24 di L’Aquila Est. Sin da subito, il soggetto ha mostrato segni di nervosismo che hanno indotto i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria ad effettuare un controllo più approfondito, reso possibile anche grazie all’intervento di un’unità cinofila del locale Gruppo della Guardia di Finanza, che ha palesato un forte interesse per la persona che era alla guida, facendo insospettire ancora di più i militari operanti. Il soggetto, infatti, nascondeva sotto l’ascella sinistra, un involucro contenente la sostanza stupefacente, probabilmente destinata alla movida aquilana del fine settimana. Il Magistrato di turno, informato delle attività, disponeva l’arresto e la successiva traduzione presso la Casa Circondariale di L’Aquila. Le operazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila, rientrano in un più ampio programma operativo finalizzato alla prevenzione, al contrasto e alla repressione dei reati connessi allo spaccio delle sostanze stupefacenti, attuato anche a seguito delle decisioni prese in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica istituito presso la locale Prefettura. L’indagato sarà considerato colpevole del reato ascritto allorquando interverrà sentenza definitiva di condanna.



