Vasco. Un nuovo caso di difficoltà nell’accesso a farmaci oncologici riaccende i riflettori sulla sanità abruzzese. A intervenire è il consigliere regionale Antonio Di Marco, che annuncia di aver scritto al direttore generale della ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti per chiedere chiarimenti e garanzie immediate a tutela dei pazienti.
Nel primo passaggio, Di Marco ricostruisce i fatti e spiega le ragioni della sua iniziativa, riferendo di aver contattato nuovamente il direttore generale Mauro Palmieri per accertare quanto accaduto e scongiurare ulteriori disagi: “È successo di nuovo? Ci risiamo? È nuovamente accaduto alla Asl 2 di Lanciano-Vasto-Chieti che un’altra paziente oncologica sia costretta a denunciare difficoltà nell’accesso a farmaci salvavita, come già avvenuto la scorsa estate. Allora la vicenda fece il giro dei media nazionali e, nonostante gli attacchi personali, i fatti confermarono che i pazienti avevano subito l’angoscia di restare senza terapie per una disorganizzazione interna. Per questo ho scritto di nuovo al direttore generale per chiedere spiegazioni puntuali, verificare la fondatezza delle segnalazioni e ottenere garanzie immediate: questa signora non può essere lasciata sola, né oggi né domani”.
Nel secondo intervento, il consigliere allarga lo sguardo al quadro complessivo e alle responsabilità politiche, richiamando l’attenzione mediatica già avuta in passato e denunciando l’assenza di soluzioni strutturali:
“Quella vicenda arrivò fino alla trasmissione L’Aria Che Tira su La7, suscitando la reazione del presidente Marco Marsilio, che non poté negare i problemi sollevati. Evidentemente, però, nulla è stato davvero risolto. È inaccettabile che nel 2026 una persona malata di cancro viva nell’angoscia di non sapere se e dove potrà curarsi o sia costretta a percorrere centinaia di chilometri per terapie indispensabili. Non è un disservizio qualunque: è una lesione gravissima del diritto alla salute. La sanità pubblica non può funzionare a colpi di emergenze mediatiche, né intervenire solo quando esplode lo scandalo. Servono chiarezza, responsabilità e soluzioni strutturali. Chi governa la sanità abruzzese ha il dovere di rispondere”.
Un intervento netto, che riporta al centro dell’agenda la continuità delle cure oncologiche e la necessità di un’organizzazione sanitaria all’altezza delle esigenze dei pazienti più fragili.


