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Emergenza Covid19, il Pd in Regione: Marsilio venga a riferire azioni fatte, risorse incerte e tempi lunghi

Giulia Antenucci di Giulia Antenucci
31 Marzo 2020
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L’Aquila. Il gruppo regionale del Partito democratico chiede lumi alla vigilia della nuova seduta dell’assise di domani, la prima da quando è scatta l’emergenza coronavirus in Abruzzo. “E’ urgente che Marsilio riferisca al consiglio regionale di domani qual è l’attuale attività della Regione Abruzzo sul fronte dell’emergenza sanitaria”, sottolineano il capogruppo Silvio Paolucci e i consiglieri Antonio Blasioli, Dino Pepe e Pierpaolo Pietrucci, “perché a parte le statistiche giornaliere fornite dall’ente non se ne percepiscono né le azioni, né le strategie future dell’esecutivo rispetto a molti presidi colpiti e, con loro, a tantissimi operatori”.

 

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 “La proposta di legge sulle misure straordinarie e urgenti pensate per l’economia e l’occupazione è superficiale e ancora piena di incognite”, precisano i consiglieri del Pd in Regione Abruzzo, “Marsilio ha criticato il Governo sulla quantità delle risorse, ma non dice quante saranno quelle regionali a copertura della proposta di legge di centrodestra, che, peraltro, rischia di replicare il pasticcio del bilancio, perché la Lega ha già pesantemente emendato il testo, dopo averne firmato e avallato la prima stesura. Una proposta indefinita che anzi ha il grave punto debole di non coinvolgere sindaci e parti sociali e che addirittura allunga le procedure amministrative visto che si poteva procede a rapida riprogrammazione senza passare per una norma che, evidentemente, ha più scopo propagandistico. Non si conosce inoltre a quanto ammonti la dotazione finanziaria da riprogrammare, né se i fondi sono certi e non è nemmeno chiaro a vantaggio di quali settori verranno emessi, a chi sono rivolti, questo perché con gli emendamenti leghisti vengono inclusi beneficiari prima non ricompresi. Ma soprattutto non si sa bene nemmeno fra quanto tempo saranno disponibili e attraverso quali procedure verranno erogati, punto su cui con i nostri emendamenti abbiamo chiesto di dimezzare il termine dei 30 giorni, portandolo a 15 giorni, perché arrivino subito a chi ne ha bisogno”.

“A causa di queste lacune abbiamo prodotto una serie di emendamenti mirati a soggetti definiti”, spiegano, “famiglie e imprese che ce li hanno chiesti e ispirati e che chiedono il dimezzamento dei tempi delle procedure amministrative e sospensione della riscossione diretta di tutte le imposte, tasse e tributi speciali regionali e il rinvio delle scadenze di tutte le autorizzazioni regionali e dei bandi per incentivi ed agevolazioni emessi in questo periodo dalla Regione e dalle sue società strumentali, fino alla cessazione dello stato di emergenza, l’attivazione degli ammortizzatori sociali per le imprese colpite dall’emergenza, ma che sono fuori dai benefici del Decreto-Legge del 17 marzo scorso, n. 18, per assicurare un sostegno al reddito ai lavoratori, la riprogrammazione delle risorse europee relative al periodo 2014 – 2020, che al momento dell’entrata in vigore della legge non siano state formalmente impegnate e le eventuali economie derivanti da risorse impegnate ma non spese e l’attivazione del Dipartimento per una ricognizione degli importi e nuovi investimenti a sostegno della sopravvivenza e riconversione sostenibile delle imprese attraverso il rifinanziamento del Fondo per il Microcredito, la creazione di un fondo “Smart-working” per le partite Iva che abbiano introdotto forme di lavoro agile nel periodo dell’emergenza epidemiologica, a partire dal 25 febbraio 2020; voucher tecnologici e supporto formativo per l’esercizio del “lavoro agile”.

“Veglieremo per tutelare ogni tentativo di propaganda e perché la Regione dia un sostegno concreto alla comunità colpita dall’emergenza e dagli effetti del contagio da coronavirus”, conclude il gruppo regionale del Pd, “stavolta pizzini scritti a mano e favori agli amici non passeranno”.

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