Pescara. “Ritengo che sia saggio preoccuparsi delle possibili conseguenze che potrebbero ricadere sull’economia abruzzese a causa dell’ordine esecutivo di Donald Trump con l’imposizione di dazi alle importazioni in America. Nel 2024, l’Abruzzo ha avuto un valore di esportazioni verso gli Stati Uniti di circa 2 miliardi rispetto ai 9 milioni e mezzo del dato complessivo. Dobbiamo, quindi, considerare un quinto dell’export abruzzese è diretto vero gli Usa. Come non pensare che tutto questo non possa avere ripercussioni sulle nostre produzioni e che non mancherà di creare tensioni commerciali che dobbiamo aspettarci quanto prima”. A dichiararlo l’assessore alle Attività Produttive, Tiziana Magnacca, nel commentare i dazi imposti dal presidente americano alle merci importate.
“Dall’Abruzzo verso l’America – spiega l’assessore – partono in particolare prodotti farmaceutici e del comparto tecnologico, entrambi dalla provincia aquilana che verrebbe quindi colpita in maniera indiretta, e prodotti agroalimentari, in particolare pasta e vino. Un altro aspetto da non sottovalutare sono le conseguenze indirette per il settore dell’automotive a causa dei dazi verso i paesi europei e per la produzione in Val di Sangro di veicoli commerciali”.
Per l’assessore Magnacca i dazi americani sono fattori esogeni alla Regione Abruzzo in quanto determinati dalla geopolitica. “Sono convinta del valore dei negoziati che Giorgia Meloni sta portando avanti per ridurre il peso della politica protezionistica di Donald Trump per la produzione e il commercio in Italia”.
“Prendo in considerazione le affermazioni dell’economista Pino Mauro – aggiunge l’assessore alle Attività Produttive – che invita a individuare sbocchi alternativi per la produzione delle aziende abruzzesi, anche attraverso incentivi dell’Unione Europea per chi estende i propri mercati di vendita o politici espansive sul piano monetario”.