Pavia. La nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, è ancora in corso e, sul piano mediatico, non passa quasi giorno senza che emergano dettagli della vicenda destinati a suscitare inevitabile clamore, a prescindere dalla loro effettiva rilevanza sotto il profilo investigativo. In questi giorni si parla, in particolare, di messaggi anonimi. La fisica e poetessa Maria Conversano ha pubblicato sul suo canale YouTube un video in cui prende in esame l’intercettazione di una conversazione telefonica risalente all’8 ottobre 2007, ore 11,39, tra Rita Preda, madre di Chiara Poggi, e l’avvocato Tizzoni, il legale di famiglia. I due parlano di un biglietto che la signora Preda ha rinvenuto sulla porta della cappella del cimitero in cui è sepolta la figlia.
“È un foglietto a quadretti, scritto in stampatello”, spiega la madre di Chiara. “C’era scritto che a uccidere Chiara è stato Marco.”
“Sarebbe Panzarasa?”, chiede l’avvocato Tizzoni, alludendo a un amico di Alberto Stasi, fidanzato della vittima, condannato in via definitiva per l’omicidio.
“Non lo so, non dice il cognome, ma adesso sto tremando”, risponde Rita Preda. E informa il legale di aver già provveduto a consegnare quel biglietto “al capitano”.
Marco Panzarasa, nominato da Tizzoni, era il migliore amico di Stasi all’epoca del delitto. Nell’estate del 2007, i due si erano recati a Londra, dove Chiara li aveva raggiunti, trattenendosi nella capitale inglese dal 19 al 22 luglio.
In tema di messaggi anonimi, dalle risultanze della prima inchiesta riemerge poi una lettera spedita al padre della vittima, Giuseppe Poggi, il cui timbro postale sembra riportare la data 21.08.07. Fanpage cita quanto scritto a proposito del reperto in una relazione del Ris, secondo cui “è stato effettuato il test dell’amilasi sul francobollo e sul lembo aperto della busta che ha fornito esito negativo. Nessun prelievo effettuato.”
L’anonimo estensore scrive nella missiva: “Scemo (h)ai visto chi è stato a uccidere tua figlia altro che non centra niente dovevi guardarlo bene negli occhi che uomo di merda sei è un assassino/sei rimbambito.” Il testo e la grafia meriterebbero forse qualche approfondimento.

Riemergono dunque dal passato altri due tasselli di un puzzle ancora incompleto, forse significativi o forse marginali. Comunque, ulteriori frammenti di una vicenda intricata e dolorosa, che vorremmo vedere finalmente chiarita sotto ogni aspetto. Com’è noto, l’inchiesta attualmente in corso vede indagato, per il delitto, Andrea Sempio, amico del fratello della vittima.


