L’Aquila. Un passo avanti concreto sul fronte dei diritti alla salute e alla qualità della vita: la Commissione Sanità del Consiglio regionale ha approvato il progetto di legge dedicato alle persone affette da dolore pelvico cronico e patologie correlate, una condizione ancora troppo spesso invisibile ma fortemente invalidante.
Garantire il diritto alla salute delle persone affette da dolore pelvico cronico, tutelarne le condizioni di vita individuali e sociali e promuoverne la piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società: è questo l’obiettivo del progetto di legge “Disposizioni in favore delle persone affette da dolore pelvico cronico e patologie correlate”, presentato dai consiglieri regionali Carla Mannetti e Vincenzo D’Incecco ed esaminato positivamente dalla Commissione.
“Il dolore pelvico cronico è una condizione diffusa, spesso invisibile e ancora poco riconosciuta, che può risultare fortemente invalidante e compromettere in modo significativo la qualità della vita di chi ne soffre, incidendo sulla sfera fisica, psicologica e relazionale”, spiegano i consiglieri, che sottolineano come l’iniziativa legislativa miri a portare finalmente all’attenzione istituzionale un problema a lungo sottovalutato.
Alla Regione viene affidato un ruolo centrale: sostenere e promuovere il riconoscimento del dolore pelvico cronico e delle patologie correlate come condizioni invalidanti; realizzare un sistema integrato di prevenzione, diagnosi e cura; diffondere la conoscenza sul tema; incentivare la diagnosi precoce e la prevenzione delle complicanze; promuovere la ricerca scientifica.
Il testo prevede, inoltre, l’istituzione di un Osservatorio regionale per il monitoraggio del dolore pelvico cronico, la definizione di un Piano e di una Rete regionale per la prevenzione e la cura, nonché la creazione di un Registro regionale, presso l’Agenzia Sanitaria Regionale, per la raccolta di dati clinici, statistici e sociali. Centrale anche il riconoscimento del ruolo del terzo settore e delle associazioni di volontariato impegnate quotidianamente nel sostegno ai pazienti.
“Con questa iniziativa offriamo una risposta concreta a una condizione che riguarda migliaia di cittadine e cittadini, mettendo in campo strumenti di cura, supporto e inclusione”, concludono Mannetti e D’Incecco.


