Pavia. La convocazione era fissata per le ore 14. Andrea Sempio, nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, non si è presentato ai magistrati che intendevano interrogalo nell’ambito del nuovo corso dell’inchiesta sul delitto. L’interrogatorio avrebbe dovuto avere luogo contemporaneamente a quello di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara, condannato in via definitiva per l’omicidio, regolarmente presentatosi in Procura con i suoi legali.
A quanto si lege su Fanpage, l’assenza di Sempio sarebbe da attribuire a un errore procedurale dei magistrati che lo hanno convocato. “L’invito da parte della Procura era carente dell’avvertimento necessario ex art. 375 comma 2 lettera D del codice di procedura penale”, ha spiegato l’avvocata dell’indagato, Angela Taccia. “Praticamente in questo invito non c’era l’avvertimento previsto invece per legge: siccome manca uno dei requisiti del contenuto dell’atto (cioè dell’invito), abbiamo chiesto una nullità. Sempio poteva così non presentarsi. In altre parole, l’atto è viziato da un tipo di nullità prevista dal codice. Per questo Sempio aveva il diritto di non presentarsi.”
Dunque, nell’atto sarebbe stato omesso il prescritto “avvertimento che il pubblico ministero potrà disporre a norma dell’articolo 132 l’accompagnamento coattivo in caso di mancata presentazione senza che sia stato addotto legittimo impedimento.” (375 comma 2 lettera D, c.p.p.). Dunque, nella prospettazione della difesa, atto nullo per mancanza di un suo elemento costitutivo.
Poco prima dell’ora fissata per l’interrogatorio, gli avvocati di Sempio hanno depositato una memoria in proposito.
Quali saranno ora gli sviluppi? La Procura, spiega l’avvocata Taccia, potrà decidere di riformulare l’invito in modo corretto, “oppure di non voler sentire più Andrea Sempio. Staremo a vedere.”
“Abbiamo deciso ieri con Andrea di fare così”, ha dichiarato l’avvocato Massino Lovati che con la collega Taccia difende Andrea Sempio. “Ora ci attendiamo una nuova convocazione, con l’avvertimento previsto dal codice e che manca in quello ricevuto. Se poi non dovessimo presentarci ancora”, c’è sempre la possibilità che il Gip disponga “l’accompagnamento coattivo”.
Alberto Stasi, nel frattempo, ha lasciato in auto il palazzo giustizia. Non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti. Il suo interrogatorio dinanzi ai Pm è durato circa due ore e mezzo. Stasi “ha risposto a tutte le domande degli inquirenti”, ha spiegato l’avvocato Antonio De Rensis, che lo assiste. “Non posso dire nulla, c’è un’indagine in corso, siamo molto soddisfatti”, ha concluso il legale. “Dal primo giorno dico che ho fiducia in chi sta indagando.”