L’Aquila. Fare sistema per valorizzare la mobilità dolce come leva strutturale di sviluppo dei territori. È questa la sintesi emersa dal convegno “Cammini e Ciclovie – Asset strategici per lo sviluppo dei territori del Cratere”, svoltosi giovedì 15 gennaio a L’Aquila, presso Palazzo Margherita, su iniziativa di Ciclovie della Transumanza.
Nel corso dell’incontro, amministratori locali, rappresentanti istituzionali ed esperti del settore hanno condiviso l’esigenza di arrivare alla realizzazione di un Atlante dei Cammini e delle Ciclovie d’Abruzzo, uno strumento unitario in grado di censire le esperienze esistenti, favorirne la messa in rete e supportare azioni coordinate di promozione territoriale, con particolare attenzione alle aree del cratere sismico.
Il convegno si inserisce nell’ambito del progetto Ciclovie della Transumanza, finanziato dal PNRR – PNC, Misura B2.2, Area Omogenea 5, che interessa otto comuni delle province di Pescara e L’Aquila: Cugnoli, Brittoli, Bussi sul Tirino, Capestrano, Civitella Casanova, Montebello di Bertona, Popoli Terme e Torre de’ Passeri, con l’obiettivo di valorizzare un percorso ciclabile identitario legato alla storia della transumanza.
Nel suo intervento, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha richiamato la visione di una “città territorio”, sottolineando come “oggi i Comuni siano chiamati a ragionare all’unisono, condividendo opportunità e prerogative”, evidenziando il ruolo strategico di USRA e USRC. Biondi ha inoltre rimarcato come “i piccoli Comuni rappresentino una risposta concreta allo spopolamento, garantendo il diritto di restare” e come la mobilità dolce costituisca “un elemento di valorizzazione inimitabile”.
In collegamento video, Guido Castelli, Commissario straordinario per la ricostruzione sisma 2016, ha ribadito “l’importanza di un’azione corale che consenta di mettere a sistema i diversi interventi”, auspicando una governance stabile per cammini e ciclovie capace di superare approcci episodici. Castelli ha definito il progetto Ciclovie della Transumanza “un esempio virtuoso di trasformazione di frammenti territoriali in un’unica infrastruttura carica di identità e cultura”.
Sulla stessa linea Daniele D’Amario, Sottosegretario alla Presidenza della Regione Abruzzo e coordinatore della Commissione Turismo della Conferenza delle Regioni, che ha affermato: “È tempo di sedersi e lavorare alla realizzazione di un Atlante dei Cammini e delle Ciclovie d’Abruzzo. Questo modello di sviluppo è strategico per le aree interne, rafforza la micro-ricettività e il diritto di restare e tornare. Da soli non si va da nessuna parte”, ha concluso.
A sottolineare la necessità di passare dalla visione all’operatività è stato Roberto Di Vincenzo, presidente di Carsa, partner privato del partenariato speciale, che ha parlato di “una coralità da tradurre in intese operative e servizi professionali capaci di innovare il prodotto culturale e promuovere il territorio”.
Per Lanfranco Chiola, vicesindaco di Cugnoli e coordinatore dell’Area Omogenea 5, “le Ciclovie della Transumanza rappresentano un contenitore aperto, che deve dialogare con tutti gli altri interventi presenti sul territorio per raccontare l’Abruzzo nella sua interezza”.
Nel corso dell’incontro è stata presentata una prima mappa dei cammini e delle ciclovie già attive nell’area del cratere, una restituzione grafica non esaustiva ma aperta a successive integrazioni, pensata per rendere immediatamente visibile la complessità della rete esistente e favorirne la messa in connessione.
Tra gli interventi, Paolo Federico, sindaco di Navelli e presidente del Gal Gran Sasso Velino, ha ricordato i risultati del Cammino del Gran Sasso, mentre Andrea Lolli ha evidenziato i numeri raggiunti dal percorso, anticipando il prossimo lancio della versione ciclabile.
Francesco D’Amore, presidente del Parco regionale Sirente Velino, ha sottolineato come “la ricostruzione debba essere anche economica e sociale”, annunciando l’imminente conclusione della ciclovia Sirente Velino Bike di 303 chilometri.
In chiusura, Raffaello Fico, titolare dell’USRC, e Salvatore Provenzano, titolare dell’USRA, hanno ribadito la necessità di “mettere insieme tutto ciò che esiste sul territorio” e di avviare un coordinamento generale tra le diverse progettualità.
Dal confronto è emersa una visione condivisa: cammini e ciclovie non come singole iniziative, ma come infrastruttura culturale e turistica regionale, capace di rafforzare identità, economia e coesione sociale dell’Abruzzo.


