L’Aquila. E’ 521 la soglia massima di persone che possono essere contagiate contemporaneamente in Abruzzo. La soglia massima di pericolo non può essere superata. Il problema è la carenza di respiratori e dei posti per la terapia intensiva. Considerando come riferimento l’attuale percentuale di pazienti in terapia intensiva in Abruzzo, che è del 13,97%, con 73 posti disponibili la regione può permettersi un massimo di 521 persone contagiate.
Già 5 giorni fa però l’ospedale di Pescara, tra le Malattie Infettive e la Rianimazione, era vicino al limite della capienza massima per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva già da giorni. Sette pazienti sono stati trasferiti all’ospedale di Penne dove è stata riattivata la Rianimazione, chiusa dopo il declassamento. In attesa della riapertura della vecchia Rianimazione di Pescara.
Inizialmente in Abruzzo le stanze a pressione negativa erano una quindicina: 6 a Pescara, nel reparto di Terapia intensiva, 3 a Chieti nel reparto di Cardiologia, una a Penne, una a Sulmona e una nel reparto di Malattie infettive dell’Aquila. La Regione sta mettendo in campo azioni per aumentare questo numero. Determinanti sono stati anche i lavori all’ospedale G8 e l’incremento nel reparto rianimazione del San Salvatore dell’Aquila.
L’Abruzzo è ancora nella soglia di sicurezza con 229 contagiati al 17 marzo. Restano all’incirca meno di 300 i contagiati possibili in Abruzzo. Il ministero ha dato la direttiva di raddoppiare i posti nelle regioni ma questo potrebbe non bastare.



