Avezzano. Ieri 27 gennaio 2026, ad Avezzano, Confagricoltura L’Aquila ha riunito imprenditori agricoli, tecnici e operatori del settore per un confronto su uno dei temi più strategici per il futuro dell’agricoltura. Al Ristorante Napoleone si è svolto un seminario dedicato ai contratti di rete, uno strumento che consente alle aziende di collaborare in modo strutturato mantenendo la propria autonomia e che, alla luce delle recenti modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio, è destinato a incidere in modo concreto sulle scelte organizzative delle imprese agricole.
La partecipazione ampia e qualificata, con imprenditori di ogni generazione presenti in sala, ha confermato l’interesse crescente verso soluzioni capaci di accompagnare le aziende in un mercato sempre più complesso e competitivo.
Al centro del confronto, le opportunità introdotte dalla manovra finanziaria 2026, che ha rafforzato in modo significativo l’efficacia operativa, fiscale e finanziaria dei contratti di rete. Il nuovo assetto normativo consente infatti alle imprese agricole di cooperare in modo stabile senza compromettere la propria autonomia giuridica, rendendo questo strumento finalmente pienamente utilizzabile.
Di particolare rilievo la possibilità di cedere quote di prodotto tra imprese appartenenti alla stessa rete senza perdere il regime fiscale catastale. Una novità che apre scenari inediti nella gestione della produzione, della trasformazione e della commercializzazione, permettendo alle aziende di organizzare la filiera e rafforzare il proprio posizionamento sui mercati.
Nel corso del seminario, Nicola Caputo, direttore Politiche fiscali di Confagricoltura, e Maria Cristina D’Arienzo, responsabile Credito e Finanza, hanno illustrato in modo puntuale il funzionamento dei contratti di rete, rispondendo alle numerose domande dei soci. Il confronto ha affrontato aspetti concreti e operativi, dalla gestione condivisa della manodopera all’accesso agli incentivi per l’innovazione, fino alle opportunità finanziarie disponibili sia per le nuove imprese sia per quelle già strutturate.
Quella affrontata non è una riflessione recente. Confagricoltura aveva già posto il tema nel 2012, con un convegno dedicato alla conduzione associata delle aziende agricole. Già allora veniva escluso con chiarezza il ritorno a modelli superati di tipo mezzadrile e indicato nel contratto di rete lo strumento più idoneo a favorire forme moderne di cooperazione. Una visione che per anni non ha trovato piena attuazione normativa, fino alla recente modifica che ha reso finalmente esigibile la disciplina sui contratti di rete in agricoltura, chiudendo una lunga fase di tentativi rimasti incompiuti.
“La partecipazione registrata dimostra che il settore chiede strumenti seri e una prospettiva chiara”, afferma Fabrizio Lobene, presidente di Confagricoltura L’Aquila. “Le reti di impresa rappresentano una risposta concreta per rafforzare le aziende agricole e accompagnarle in una fase di cambiamento con strumenti certi e realmente utilizzabili”, conclude.
A offrire una chiave di lettura più ampia dell’impostazione che guida l’azione di Confagricoltura è stato il direttore Stefano Fabrizi, richiamando un principio semplice ma efficace. “Se dai un pesce a un uomo, lo sfami per un giorno. Se gli insegni a pescare, lo sfami per tutta la vita”, afferma. “In agricoltura vale lo stesso: non servono risposte tampone, ma strumenti che rendano gli imprenditori autonomi e capaci di affrontare qualsiasi scenario”, prosegue. “È su questa linea che Confagricoltura lavora anche sui tavoli decisionali che contano, per trasformare le norme in opportunità e costruire condizioni strutturali di competitività. I contratti di rete sono oggi uno degli strumenti più efficaci in questa direzione”, conclude Stefano Fabrizi.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema degli adempimenti ambientali, con un focus dedicato al RENTRI, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti. Kathia Alfonsi, vicedirettrice di Confagricoltura L’Aquila, ha illustrato obblighi, scadenze ed esenzioni per il settore agricolo. Grazie all’azione di Confagricoltura, la Legge di Bilancio 2026 ha risolto un’incongruenza normativa che di fatto esenta le aziende agricole dall’obbligo di iscrizione al RENTRI, semplificando gli adempimenti con il solo obbligo di conservazione cartacea dei formulari di identificazione dei rifiuti.
“Confagricoltura ha sostenuto con forza questa semplificazione a favore delle aziende agricole”, spiega Kathia Alfonsi. “Come Confagricoltura Abruzzo abbiamo inoltre ritenuto opportuno stipulare una convenzione con CATECOLOGIA S.r.l. – Impresa Agricola Pulita, uno strumento concreto, utile ed economicamente vantaggioso per la gestione dei rifiuti agricoli, in grado di garantire legalità, sostenibilità e soprattutto agevolazione per le imprese”, aggiunge. “Il ruolo di Confagricoltura è accompagnare le aziende anche su questi passaggi, fornendo supporto tecnico e soluzioni operative”, conclude.
Questo seminario ha restituito così l’immagine di un’agricoltura che sceglie di dotarsi di strumenti adeguati ad affrontare il futuro, seguendo una traiettoria tracciata da tempo e oggi finalmente pienamente praticabile.


