L’Aquila. Sta suscitando un ampio dibattito la decisione del Consorzio di Bonifica Interno Bacino Aterno Sagittario di ripristinare il cosiddetto contributo idraulico per i fabbricati urbani, noto come “tassa delle grondaie”. Sul tema interviene Coldiretti L’Aquila, che invita ad affrontare la questione con senso di responsabilità e visione di sistema.
«Come Coldiretti L’Aquila non scegliamo la strada dell’opposizione pregiudiziale – dichiara Fabio Cianfaglione, delegato Coldiretti all’interno del Consorzio di bonifica nonché vice presidente di Coldiretti L’Aquila – Il nostro compito è rappresentare l’agricoltura con equilibrio: se un servizio viene svolto anche nell’interesse collettivo di soggetti diversi dagli agricoltori, è corretto che tutti i beneficiari contribuiscano ai costi». Secondo Coldiretti L’Aquila, l’assenza del contributo rischierebbe di scaricare interamente sugli imprenditori agricoli il peso della gestione consortile. «La mancata applicazione dell’onere – prosegue Domenico Roselli, Direttore provinciale di Coldiretti L’Aquila – finirebbe per far gravare sugli agricoltori i costi del Consorzio, in una fase già complessa per il settore primario».
Allo stesso tempo, Coldiretti L’Aquila chiede al Consorzio risposte concrete sugli interventi a favore delle campagne. «Proprio perché non siamo contrari per principio – afferma il presidente provinciale Alfonso Raffaele – chiediamo conto dei lavori idraulici fondamentali per l’attività agricola, come il ripristino degli scoli e delle cosiddette “forme”. Siamo in prossimità della nuova stagione agraria e diventa difficile comprendere i ritardi accumulati».
Per Coldiretti la vicenda deve trasformarsi in un’opportunità di riflessione più ampia. «È necessario avviare un ragionamento strutturato e sistemico sull’insieme dei cinque consorzi di bonifica dell’Abruzzo – sottolinea Coldiretti L’Aquila – per dotarsi di modelli organizzativi più efficienti, sostenibili e adeguati alle esigenze dei territori. Se da una parte il servizio è indispensabile, in primis per l’agricoltura, dall’altra occorre superare logiche ormai desuete e costruire macchine organizzative snelle, capaci di garantire interventi puntuali e una gestione ordinaria efficace».


