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Chiusa Grande scommette sul Maiolica: il rosso abruzzese che “strega l’anima”

Redazione Abruzzolive di Redazione Abruzzolive
13 Aprile 2026
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Verona. Tra le corsie affollate del Vinitaly, l’azienda Chiusa Grande ha catturato l’attenzione di appassionati e addetti ai lavori con la presentazione del Maiolica, un vitigno autoctono abruzzese riscoperto e interpretato secondo la filosofia della “vinosofia” di Franco D’Eusanio.

Un rosso da bere freddo

La caratteristica principale di questo vino risiede nella sua struttura. Come spiegato dallo stesso D’Eusanio, il Maiolica si distingue per la sua estrema versatilità: «La cosa interessante di questo vitigno è che ha tannini molto delicati. Motivo per cui noi lo proponiamo da bere fresco, quasi come un bianco o un rosato». Questa leggerezza lo rende un compagno ideale per l’intera tavola, superando i tradizionali confini degli abbinamenti: «Si abbina facilmente sia con la carne che con il pesce».

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In un contesto climatico in evoluzione, con estati sempre più lunghe, D’Eusanio sottolinea come questa scelta non sia un vezzo, ma una risposta naturale: «Con l’estate che dura sette-otto mesi, è chiaro che un vino rosso che si può bere freddo — ma non come forzatura, perché va veramente bevuto freddo — è particolarmente utile».

Versi poetici al posto dei dati tecnici

Ma la vera firma di Chiusa Grande è, come sempre, l’approccio emozionale. Sulla retro-etichetta del Maiolica non compaiono le classiche note tecniche su temperature e vitigni, bensì dei versi poetici che guidano il consumatore in un “viaggio emozionale”.

«Sono Maiolica, l’autoctono fruttato che strega l’anima accarezzando il palato», recitano i primi versi letti dal produttore durante la presentazione. La poesia continua descrivendo un vino che si concede “all’inaspettato” e che, servito freddo, è capace di “ridurre in schiavitù ogni commensale”.

Una risorsa preziosa per l’Abruzzo

Nonostante il Montepulciano d’Abruzzo resti il “grande vitigno” della regione, la riscoperta del Maiolica offre nuove opportunità per il mercato vitivinicolo locale. «Per noi in Abruzzo è importante avere un rosso con tannini più delicati, più facile da bere», ha concluso D’Eusanio. «Nonostante sia un grande vino, è sicuramente più adatto a essere consumato in tantissime situazioni».

Tags: abruzzovinitaly 2026
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