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Centro “Millenni a Colle Gallo”, consegna ufficiale degli spazi e via all’allestimento multimediale

Giorgia Agostini di Giorgia Agostini
10 Aprile 2026
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Chieti. Passaggio di consegne ufficiale, stamane, fra Comune e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dei locali individuati dal Comune di Chieti per l’allestimento del Centro di Documentazione “Millenni a Colle Gallo”.

Lo spazio, destinato alla realizzazione del Centro di Documentazione “Millenni a Colle Gallo”, di proprietà del Comune di Chieti, è al piano seminterrato del Palazzo Municipale di Piazza San Giustino, accessibile da via Chiarini, noto alla città come “Ex Grottino”, in passato sede di un ristorante. Terminati i lavori di restauro promossi dal Comune, si entra ora nel vivo della fase di allestimento.

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Qui, stamane, si è tenuta la conferenza alla presenza del sindaco Diego Ferrara, della soprintendente Chiara Delpino, del vicesindaco e assessore alla Cultura Paolo De Cesare, dell’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Rispoli, di Fabio Viola – uno dei più influenti “gamification designer” al mondo – che sarà artefice della rinascita multimediale del centro, e della funzionaria e RUP della Soprintendenza Emanuela Criber.

“Questo passaggio di chiavi, che avviene in un luogo rinato, è la migliore esemplificazione del concetto di sinergia che dal primo giorno è andato a regime fra Comune e Soprintendenza – dice il sindaco Diego Ferrara –. La bellezza del dialogo tra amministrazioni, in un confronto attivo che non può che portare a risultati eccellenti, è stata il motore di questo progetto, che nasce dall’avvio della riqualificazione di Piazza San Giustino. Un lavoro che abbiamo gestito insieme alla Soprintendenza, superando gli imprevisti e dando modo alla città di recuperare una parte della nostra memoria. Dopo l’inaugurazione della piazza, questo è l’ennesimo impegno a cui stiamo dando risposta e che parlerà alla città attraverso la storia di cui diverrà luogo”.

“Oggi prendiamo in consegna questo spazio ed entriamo nel vivo dell’allestimento del Centro di Documentazione – sottolinea la soprintendente Chiara Delpino –. Si tratta di un progetto che ha radici nel 2022, in un periodo antecedente al mio insediamento, a dimostrazione dell’impegno che le soprintendenti che mi hanno preceduto, i funzionari impegnati su Chieti e io stessa abbiamo convintamente portato avanti. Questo perché la valorizzazione è un tema che va costruito insieme, in cogestione tra lo Stato e gli enti del territorio, ciascuno con il proprio know-how e le diverse competenze.

In questo luogo racconteremo i millenni di storia che attraversano Chieti, a partire dalle fasi italiche, che a Piazza San Giustino sono testimoniate dalle sepolture che vanno dal VI agli inizi del III secolo a.C., per arrivare alla città moderna. Gli scavi condotti nella piazza hanno restituito segni labili: non abbiamo rinvenuto emergenze monumentali che potessero essere lasciate in vista per la fruizione pubblica. I risultati scientifici sono stati però rilevanti.

Per questo avevamo bisogno di attingere a soluzioni espositive per la valorizzazione che consentissero di supportare il visitatore nella comprensione del contesto, offrendo al contempo un’esperienza culturale coinvolgente, interattiva e dinamica, grazie all’uso di tecnologie innovative e immersive.

Per raggiungere questo obiettivo ci siamo rivolti a uno dei primi professionisti che, nello scenario nazionale, hanno valorizzato il patrimonio culturale utilizzando le possibilità offerte dal ‘gioco digitale’. Si tratta di Fabio Viola, considerato tra i più influenti gamification designer. Nel 2016 ha fondato il collettivo internazionale di artisti TuoMuseo, specializzato nell’intersezione tra gaming e patrimonio culturale. Hanno realizzato progetti per i più importanti musei italiani, tra cui ‘Father and Son’ per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ‘A Life in Music’ per il Teatro Regio di Parma, primo mobile game al mondo prodotto da un teatro dell’opera, ‘Past for Future’ per il Marta di Taranto e ‘The Medici Game’ per la Galleria degli Uffizi.

Il connubio tra questa prospettiva e le solide competenze tecniche e scientifiche garantite dai funzionari architetti e archeologi della Soprintendenza (architetto Emanuela Criber – RUP dell’intervento – dottoressa Anna Dionisio e dottore Serafino Lorenzo Ferreri) darà vita a un progetto innovativo per Chieti e per l’intero territorio regionale”.

“Questo spazio riqualificato è frutto di un progetto finanziato a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza relativo a interventi sugli ipogei della Chieti sotterranea – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Rispoli –. Il finanziamento ha riguardato la riqualificazione e accessibilità del Cisternone ottocentesco di Piazza San Giustino, dell’Ipogeo ipostilo di Piazza Valignani, dell’Ipogeo di Porta Pescara e, appunto, di questo spazio, che nell’accordo del 2022 è stato individuato insieme alla Soprintendenza come adatto ad accogliere il Centro di Documentazione, data la prossimità con Piazza San Giustino.

Questo risultato, insieme agli altri spazi che stiamo per restituire alla città, è frutto della forte sinergia che abbiamo costruito con la Soprintendenza e ringrazio chi in questi anni ha voluto e lavorato per realizzare questo progetto: l’architetto Gianfranco Scatigna, l’impresa Buono e i tecnici degli uffici comunali. In pochi giorni chiuderemo anche gli altri progetti e stiamo lavorando con l’assessorato alla Cultura per reinserire questi spazi nel sistema culturale della città”.

“Devo prioritariamente ringraziare il sindaco per la fiducia concessa e il settore lavori pubblici, che nonostante le difficoltà ha avuto la capacità di intercettare fondi per oltre 100 milioni di euro, consentendo alla città di riappropriarsi dei luoghi della cultura dimenticati – aggiunge il vicesindaco Paolo De Cesare –.

L’obiettivo congiunto tra i settori in questi anni è stato quello di lavorare per ampliare l’offerta culturale della città: ci siamo impegnati a riaprire spazi ormai dimenticati, come il Supercinema, l’ex Cinema Eden, il potenziamento del Museo Barbella e così anche questi spazi che sono parte del Palazzo Municipale della città.

Abbiamo l’onore di poter fruire a Chieti del lavoro di Fabio Viola, che ha curato progetti innovativi per i luoghi della cultura più iconici d’Italia, come gli Uffizi, il Teatro Regio di Parma e il Museo Archeologico di Taranto”.

“Sono felice di realizzare questo progetto insieme alla squadra di TuoMuseo, che è la società che si occuperà dell’allestimento – illustra Fabio Viola –. Questo è uno spazio interessante, che porta con sé molte sfide.

La prima è che nei tre spazi di allestimento convivranno sistemi analogici e digitali: sarà possibile vedere da vicino reperti e sepolture come rintracciati nelle fasi di scavo, ma contemporaneamente sarà possibile attingere alle soluzioni digitali che abbiamo pensato per raccontare contenuti altrimenti complessi da narrare; sarà uno spazio ibrido, in cui nessuna delle due componenti sarà preponderante, ma concorreranno insieme a creare una narrazione unica.

La seconda sfida sarà quella di rendere il visitatore “spett-attore”, uno spettatore che sia anche fruitore attivo dei contenuti proposti. Ad esempio, in una delle sale sarà possibile, attraverso l’uso di uno strumento da archeologo, puntare una torcia su alcuni punti della stratigrafia per leggere sulla parete adiacente contenuti più specifici di approfondimento: è il pubblico che attiva, è il pubblico che sceglie cosa vedere e come svolgere la visita.

Sarà il pubblico a governare la linea del tempo per scegliere cosa sapere della storia millenaria di Chieti e sarà lo spettatore a dialogare con Marouca, protagonista dell’ultima sala”.

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