L’Aquila. Il “caso della famiglia del bosco” torna al centro dell’attenzione pubblica dopo le ultime notizie di stampa. Sulla vicenda interviene con fermezza l’avvocato Alessandra De Febis, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, richiamando la centralità del superiore interesse dei minori coinvolti.
Al centro della contestazione vi è il ruolo di una professionista impegnata nel procedimento che ha portato all’allontanamento dei bambini dal nucleo familiare. Secondo quanto emerso, la figura incaricata degli accertamenti avrebbe espresso in passato, tramite i social network, giudizi e posizioni denigratorie nei confronti della famiglia.
Il Garante definisce l’eventuale conferma di questa circostanza come un fatto di estrema gravità. La manifestazione di un orientamento pregiudiziale farebbe venire meno il requisito dell’imparzialità, elemento indispensabile per ogni valutazione tecnica che incida sulla vita dei minori.
L’avvocato De Febis sottolinea come non sia ammissibile alcun dubbio sulla neutralità di chi svolge funzioni tecniche in contesti così delicati. Il rischio concreto è che la mancanza di serenità di giudizio possa compromettere la tutela effettiva dei diritti dei bambini e l’obiettività delle analisi psicofisiche.
In virtù del ruolo ricoperto, il Garante annuncia l’attivazione di tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento per chiarire i fatti. L’obiettivo è verificare che ogni passaggio del procedimento sia stato improntato ai principi di correttezza e trasparenza, restituendo credibilità ai percorsi valutativi e fiducia nelle istituzioni.
L’intervento mira a riportare l’attenzione sul principio inderogabile secondo cui ogni decisione riguardante un minore deve fondarsi su valutazioni competenti e libere da qualsiasi pregiudizio.


