Pescara. “La spiaggia di Pescara non è un suolo privato traslato sul mare, né lo stabilimento può trasformarsi in un club esclusivo dove si seleziona la clientela in base alla capacità di spesa. Il ‘benservito’ via WhatsApp ai clienti storici è un segnale allarmante di una deriva che snatura l’identità stessa della nostra città.” Con queste parole il consigliere comunale del Partito Democratico, Marco Presutti, annuncia il deposito di un’interrogazione urgente con risposta scritta (ex art. 23 del Regolamento) indirizzata al Sindaco e alla Giunta, volta a fare chiarezza sulla gestione delle concessioni demaniali a seguito del caso dello stabilimento “La Croce del Sud”.
La spiaggia come patrimonio collettivo
“Dobbiamo ricordare a questa amministrazione e ai concessionari – incalza Presutti – che il lido del mare appartiene allo Stato. Il nostro Piano Demaniale Comunale (PDC) sancisce solennemente che la spiaggia è un ‘patrimonio collettivo e pertanto godibile e usufruibile da tutti’. Giustificare l’allontanamento di cittadini pescaresi, magari anziani, in nome di una ‘clientela più dinamica’ e della massimizzazione dei consumi al bar, non è una scelta aziendale legittima, ma una violazione della funzione sociale della concessione”.
L’interrogazione: vigilanza e rischio deriva
Nell’atto ispettivo, Presutti richiama puntualmente la normativa vigente e gli obiettivi del Piano Spiaggia:
- Violazione del PDC: Il Piano impone la “penetrabilità e usabilità dell’arenile a tutti, sempre e liberamente”.
- Qualità del servizio: La Legge Concorrenza (L. 214/2022) obbliga il monitoraggio per assicurare un’”adeguata qualità dei servizi da rendere al consumatore”, parametro che non può essere ridotto al mero profitto privato.
- Richiesta di Decadenza: Il consigliere chiede se esistano i presupposti per attivare la procedura di decadenza della concessione (ex art. 47 Cod. Nav.), prevista dal PDC in caso di mancato rispetto degli obiettivi di fruizione pubblica.
Un monito sul futuro
“Non possiamo permettere che la Direttiva Bolkestein diventi il paravento dietro cui nascondere politiche escludenti – conclude Presutti –. Ho chiesto formalmente al Sindaco se il Comune stia vigilando su tutto il litorale per evitare che questo diventi un precedente pericoloso. Nelle prossime gare per le concessioni, pretenderemo l’inserimento di clausole sociali che tutelino i residenti e l’utenza storica. La bellezza del nostro mare deve restare un diritto di tutti i pescaresi, non un privilegio per chi garantisce lo scontrino più alto al bancone”.



