L’Aquila. Mentre la notte di San Silvestro scorreva tra brindisi e rituali consueti, c’è chi ha deciso di dare al Capodanno un valore diverso, trasformandolo in un gesto concreto di attenzione e presenza. È quanto hanno fatto Anna Rita, Enza e Beatrice, che hanno scelto di dedicare l’ultima sera dell’anno all’organizzazione della cena all’interno della comunità Futuraquila, casa famiglia che accoglie minori e minori stranieri non accompagnati.
Un’iniziativa semplice ma densa di significato, che ha trasformato una ricorrenza simbolica in un autentico momento di incontro e relazione. La preparazione della cena si è infatti rivelata fin da subito un’occasione di scambio multiculturale: in cucina si sono intrecciati profumi, sapori e storie provenienti da Paesi diversi, affiancando ai piatti della tradizione italiana ricette ispirate alle culture di origine dei ragazzi ospiti della comunità.
Ogni pietanza è diventata un pretesto per raccontarsi e conoscersi meglio, valorizzando le differenze come elemento di arricchimento reciproco. La tavola, curata nei dettagli e ricca di colori, ha finito per rappresentare il senso più profondo della serata: lingue diverse, percorsi di vita complessi e storie lontane si sono incontrate in un clima di rispetto, accoglienza e familiarità.
Per i minori di Futuraquila, molti dei quali lontani dal proprio Paese e dagli affetti familiari, quella sera ha significato calore e appartenenza, “un Capodanno vissuto sentendosi parte di una comunità”. Per Anna Rita, Enza e Beatrice, invece, è stato un modo concreto per iniziare il nuovo anno scegliendo consapevolmente l’impegno, l’ascolto e la solidarietà.
In Futuraquila il Capodanno non è stato soltanto un cambio di data sul calendario, ma un’occasione reale per costruire legami, abbattere distanze e ricordare che la diversità, quando è condivisa, può diventare una risorsa e una speranza.
Un ringraziamento particolare va alla società e a tutti gli operatori della comunità Futuraquila che, ogni giorno, con professionalità, dedizione e umanità, rendono possibile un modello di accoglienza autentica, capace di offrire ai ragazzi non solo supporto, ma anche fiducia, stabilità e concrete opportunità per il futuro.


