In Serie C è presente attualmente un pezzo di storia del calcio italiano. Si tratta del Pescara, che può essere considerata forse rappresentativa di un’intera regione. Non c’è da stupirsi se le scommesse sulle sfide del calcio non riguardano mai squadre abruzzesi ad alti livelli: quella biancazzurra è infatti l’unica che sia mai riuscita ad arrivare in Serie A. Sono appena 7 le apparizioni del Delfino nel massimo campionato, distribuite tra il 1977 e il 2017. Ben 39, invece, le partecipazioni alla serie cadetta, alla quale i biancazzurri hanno legato gran parte della loro esistenza. Il Pescara non ha mai avuto grandi velleità: basti pensare che il miglior risultato è stato ottenuto proprio alla prima stagione in A, con un quindicesimo posto nel 1988, sotto la guida di Giovanni Galeone. Nell’anno seguente gli abruzzesi si piazzarono invece come sedicesimi, per poi scendere alla diciottesima posizione nel 1993.
Se i media moderni si interessano in maniera più vivace del Pescara il merito è sicuramente di Zdenek Zeman. Nel 2012 i tifosi dell’Adriatico hanno vissuto una delle emozioni più belle vincendo il campionato di Serie B e attirando le attenzioni di tutto il calcio nazionale per aver messo in mostra futuri campioni come Lorenzo Insigne, Marco Verratti e Ciro Immobile. Il boemo ha sempre proposto un calcio spumeggiante, proiettato soprattutto sulla manovra offensiva, motivo per il quale era diventato un idolo della tifoseria.
Tuttavia, una seconda esperienza in Abruzzo non fu altrettanto fortunata: tra il 2017 e il 2018 il mister guidò il Delfino sia in A sia in B, senza raccogliere grandi risultati, per poi essere esonerato. Di conseguenza, i tifosi del Pescara si erano opposti di recente a un nuovo ritorno di Zeman in vista della stagione attuale. Alla fine, la scelta per la panchina è caduta su Alberto Colombo, benché quest’ultimo non vantasse certo la stessa esperienza del più illustre collega. Al momento i biancazzurri sembrano in corsa per i playoff di Serie C. La promozione diretta, invece, appare già preclusa a causa della supremazia del Catanzaro, che si è preso con prepotenza il primo posto del girone C.
Oggi risulterebbe fin troppo facile associare l’immagine del Pescara Calcio al periodo d’oro di Zeman. Tuttavia, anche nei decenni precedenti i tifosi hanno attraversato momenti di gioia non indifferente, anche quando non si trattava del calcio che più conta. Dopo la retrocessione in C1 del 2001 furono necessari 3 anni di attesa e un ripescaggio per riapprodare in B, ma la permanenza nella seconda divisione non durò a lungo. Il club conobbe una crisi societaria importante e nel 2008 arrivò persino il fallimento. Solo grazie ad una cordata di imprenditori locali il Pescara riprese vita evitando un’ulteriore retrocessione in C2. Una volta completato il ritorno in Serie B iniziò l’era di Zeman, che però non continuò il percorso con il Delfino, in quanto fu ingaggiato dalla Roma.
Nell’estate del 2012 la palla passò a Giovanni Stroppa, che fu però esonerato a novembre. Si avvicendarono dunque in panchina Cristiano Bergodi e Cristian Bucchi, ma alla fine della stagione 2012/2013 il Pescara arrivò ultimo in Serie A e con la peggior difesa, avendo incassato 84 gol. Nel 2016, dopo aver la Serie B al quarto posto, il Delfino riuscì a tornare in A mediante la vittoria sul Trapani nella finale dei playoff e iniziò la sua nuova avventura nella massima serie con Massimo Oddo in panchina. Anche quella volta, però, il verdetto fu inesorabile: ultimo posto e oltre 80 reti al passivo. Da 6 anni, ormai, i tifosi sognano l’occasione giusta per mostrare il valore del calcio abruzzese ad alti livelli.