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Arrestati vertici società Daneco. Comitati ambiente: Cogesa e sindaci nulla da dire?

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Sulmona. Il 22 gennaio scorso sono stati arrestati Francesco Colucci, presidente del consiglio di amministrazione della società Daneco Impianti srl e Bernardino Filipponi, amministratore unico dell’azienda. Agli arresti è finito anche Luigi Pelaggi, dirigente del Ministero dell’Ambiente. Secondo quanto scrive il Corriere della Calabria le accuse sono di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione e attività finalizzata al traffico illecito di rifiuti”. E’ quanto si legge in una nota inviata dai comitati cittadini per l’ambiente. “La Daneco è la società che gestisce l’impianto di trattamento meccanico biologico del Cogesa di Sulmona e, in Italia,  ha in gestione o è proprietaria di diversi altri impianti e discariche. La vicenda riguarda il sito  di interesse nazionale di Pioltello e Rodano, polo chimico industriale, per la cui bonifica il governo nazionale aveva nominato  commissario Luigi Pelaggi, già stretto collaboratore dell’ex Ministro Stefania Prestigiacomo. Le indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano – scrive ancora il Corriere della Calabria del 22 gennaio scorso –  avrebbero dimostrato come i titolari della Daneco, Colucci e Filipponi, corrompendo il commissario delegato con la somma di 700.000 euro, avrebbero ottenuto illegittimamente l’aggiudicazione della bonifica del sito pur non avendo i necessari requisiti e la declassificazione dei rifiuti da pericolosi a non pericolosi, agevolando lo smaltimento in siti di proprietà’. Il giornale aggiunge che la Prefettura di Milano ‘avrebbe emesso da tempo una segnalazione sulla Daneco impianti e su alcune ditte socie già raggiunte da interdittiva antimafia’.” Prosegue la nota, “in base alla ricostruzione del giornale Bresciaoggi.it, sempre  del 22 gennaio, la Daneco ‘avrebbe gestito illecitamente lo smaltimento di circa 280 mila tonnellate di rifiuti industriali’  indirizzate  ‘come rifiuti normali in discariche in varie parti d’Italia ma anche in Germania’.  Secondo il giornale si tratterebbe di un appalto di 36 milioni di euro che l’azienda si aggiudicò senza avere nemmeno la necessaria certificazione antimafia, mentre la Prefettura di Milano in una nota segnalava la permeabilità dei Colucci ai condizionamenti operanti dalle organizzazioni criminali”. Concludono i comitati per l’ambiente, “alla luce di quanto sopra, come cittadini, ci poniamo alcuni interrogativi. La notizia degli arresti è di due mesi e mezzo fa; i dirigenti del Cogesa e i Sindaci non ne sapevano nulla? Ammettiamo che sia così, ora che sanno, cosa intendono fare? Quanto avvenuto, date le pesantissime accuse che gravano sui vertici della società, non cambia nulla o è tale da mettere in discussione il rapporto di fiducia tra gli amministratori della cosa pubblica e la Daneco? La Regione Abruzzo si appresta ad assegnare un milione e mezzo di euro per introdurre, nell’impianto di Sulmona, una nuova linea finalizzata alla produzione di combustibile da rifiuti (Css). Noi riteniamo  che questa scelta sia sbagliata sotto il profilo economico e dannosa per l’ambiente. Ma, al di là di queste considerazioni, ci chiediamo : non è il caso di chiarire, prima della possibile erogazione di fondi pubblici, se questa nuova linea industriale possa o no essere gestita da una impresa  i cui responsabili sono stati arrestati con l’accusa di aver commesso gravi  reati relativi proprio alla gestione dei rifiuti?. Ed ancora : i dirigenti del Cogesa e i Sindaci dei Comuni aderenti al Consorzio possono garantire che nulla, dei rifiuti pericolosi che sono al centro dell’inchiesta, sia finito nell’impianto e nella discarica di Sulmona? Restiamo in fiduciosa attesa di risposte”. download

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