Pescara. “No alla trasformazione della Riserva Naturale Dannunziana in parco giochi”. Lo scrive in una nota Giulio De Collibus, presidente Archeoclub D’Italia della sede di Pescara.

“Nell’anno 2020 la Regione Abruzzo istituì una riserva naturale, parte della quale integrale, in quella pineta costiera di Pescara, ricchissima di piante rare, passata di proprietà comunale, residuo di una lunga ed ampia fascia boschiva di pini d’Aleppo che sin dall’epoca romana costeggiava l’Adriatico dalla Puglia alle Marche ed oltre. Purtroppo la gestione della Riserva, chiamata Dannunziana, dalla Regione venne affidata direttamente al Comune di Pescara che non ha mai provveduto a nominare un comitato di gestione né un direttore”, va avanti De Collibus, “e ad esercitarvi un minimo di sorveglianza, a redigere un piano di gestione. Da sempre le varie associazioni presenti sul territorio, da Archeoclub ad Italia Nostra, unite in un comitato, che già in passato hanno dovuto opporsi a tagli e potature dissennati, si battono affinché vengano istituiti gli organi già previsti dal Piano di Assetto Naturalistico regionale la cui assenza ha anche consentito l’apertura di un cantiere per l’allargamento di una strada con taglio di alberi secolari. In questo caso le associazioni hanno sollecitato l’intervento dei i carabinieri forestali che hanno bloccato provvisoriamente il tutto e comminato sanzioni. Nonostante ciò sono stati individuati nuovi recentissimi tagli. L’estate scorsa, proprio a causa della mancata sorveglianza e della mancata attuazione dell’apposito piano comunale di protezione civile previsto per questi casi, la Pineta e la Riserva hanno subito gravissimi danni causati da un incendio ampiamente prevedibile con le condizioni climatiche del momento. Per quanto accaduto sono stati presentati esposti alla magistratura. Le associazioni sono tuttora impegnate affinché si proceda, sulla base di consolidate esperienze, ad una rinaturalizzazione spontanea, evitando al massimo dannosi interventi esterni ed a rintuzzare tentativi più o meno velati da parte di speculatori privati che vorrebbero trasformare il tutto in un unico parco giochi”.


