L’Aquila. Un asse strategico tra istituzioni e ricerca scientifica per trasformare l’Abruzzo in un laboratorio avanzato di osservazione ambientale dallo spazio. È questo l’obiettivo emerso dalla visita istituzionale del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, alla sede dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) di Frascati, dove si è discusso di un possibile protocollo operativo dedicato al monitoraggio del territorio attraverso l’uso dei dati satellitari, con particolare attenzione alle aree protette e alla prevenzione dei rischi ambientali.
Nel corso dell’incontro, al quale hanno preso parte anche il presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Giovanni Cannata, e il direttore dell’Ente Parco, Luciano Sanmarone, è stata condivisa la volontà di costruire una piattaforma di collaborazione tra Regione, Parco ed ESA per integrare tecnologia e gestione ambientale.
“L’Abruzzo si offre come modello all’avanguardia per lo sviluppo di un’attenzione concreta verso le aree protette”, ha dichiarato Marsilio, sottolineando come l’analisi dei dati satellitari possa diventare uno strumento chiave per la tutela del territorio. “Abbiamo avuto l’opportunità di constatare l’enorme quantità di informazioni disponibili, fondamentali per valorizzare e difendere il patrimonio naturale. Stiamo lavorando a un protocollo che permetta di monitorare clima, foreste e assetto idrogeologico attraverso i satelliti”, ha aggiunto il presidente.
La prospettiva delineata punta a trasformare il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise in un vero e proprio banco di prova per l’applicazione di tecnologie avanzate, con l’obiettivo di sviluppare modelli replicabili anche in altri contesti nazionali. “Mettere a disposizione un territorio così prezioso come laboratorio sperimentale significa rafforzare le politiche di conservazione e tutela attraverso la ricerca scientifica applicata”, ha evidenziato ancora Marsilio.
Sulla stessa linea il presidente del Parco, Cannata, che ha definito l’incontro un passaggio strategico per il futuro della gestione ambientale: “Le tecnologie satellitari possono rafforzare in modo significativo il monitoraggio sul campo. L’idea è costruire un prototipo da sviluppare in Abruzzo e successivamente mettere al servizio dell’intero sistema dei parchi nazionali italiani”.
Il confronto con l’ESA apre così una nuova fase di progettazione orientata all’innovazione, con l’ambizione di coniugare tutela ambientale, ricerca scientifica e governance territoriale in un modello integrato ad alto valore strategico.


