Teramo. E’ iniziata ieri mattina, davanti al Lotto III dell’ospedale Mazzini, a Teramo, una mobilitazione a difesa della sanità teramana, alla luce delle strategie disegnate dalla Asl nel nuovo atto aziendale e segnatamente nei confronti del reparto di malattie infettive del nosocomio del capoluogo: protagonisti di uno sciopero della fame pacifico, il giornalista Giancarlo Falconi, il segretario regionale UGL Salute, Stefano Matteucci e l’ex assessore Valdo Di Bonaventura.
L’obiettivo è chiaro: difendere il reparto di Malattie Infettive, eccellenza riconosciuta del territorio, e scongiurare le dimissioni della direttrice, la dottoressa Antonella D’Alonzo.
L’iniziativa ha raccolto un consenso che ha superato gli schieramenti politici, portando davanti ai cancelli del Mazzini cittadini, giovani e rappresentanti delle istituzioni.
Tra i presenti anche il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, e il consigliere regionale Giovanni Cavallari con tre consiglieri comunali del suo gruppo (Varani, Liouras e Contrisciani).
Le critiche dei manifestanti si concentrano sulla scelta della governance sanitaria di tagliare l’Unità operativa complessa di Malattie Infettive a fronte, si giustifica, di un aumento dei costi amministrativi.
Nella giornata di oggi, la protesta si sposterà davanti all’ingresso del I Lotto del Mazzini. I manifestanti attendono rassicurazioni ufficiali sulla permanenza della direttrice D’Alonzo e sul ripristino della piena dignità del reparto, pronti a continuare la battaglia fino a quando non ci sarà un ripensamento sulla rete ospedaliera.


