L’Aquila. “Grande polemica, in questi giorni, dopo che il 24 gennaio scorso la conferenza Stato – Regioni (con i soli voti contrari di Lazio e Puglia) ha dato il primo ok al “Piano di conservazione del lupo”, proposto nel febbraio dello scorso anno dal ministro dell’Ambiente Galletti. Tra le 22 misure previste, quella che prevede l’abbattimento “controllato” del 5% della popolazione dei lupi. E il Piano dovrebbe essere approvato entro giovedì. Il tempo, dunque, stringe” scrive in una nota Animal Amnesty. “Ad essere contrari alla misura dell’abbattimento, non solo le associazioni animaliste, ma anche esperti del settore che rilevano le incongruenze del piano proposto dal ministro. Nel 1971, l’animale è stato dichiarato a rischio estinzione; di qui, le misure adottate negli ultimi 40 anni per il ripopolamento”.
“Ora, paradossalmente, i lupi sarebbero troppi, anche se molti zoologi, come la docente dell’Università di Torino, Francesca Marucco, confutano il sovrannumero rispetto al territorio. Ciò che più verosimilmente starebbe alla base della misura di abbattimento, sarebbe la necessità di accontentare la categoria degli allevatori, i quali, a loro dire, subirebbero ingenti perdite di ovini a causa di incursioni, da parte dei lupi, nelle loro greggi. In tutta questa squallida storia, quello che appare tristemente è la schizofrenica logica antropocentrica che guida le azioni dell’uomo. E’ sempre l’uomo che assume il ruolo di “deus ex machina”, arrogandosi il diritto di decidere quando, dove e in che modo un lupo deve morire. Firma la petizione: https://goo.gl/HtW7AK”.



