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Trasporto scolastico, la protesta delle famiglie di Ari: «Stessi diritti per tutti i bambini»

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
4 Novembre 2026
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Ari. «Non vogliamo che venga tolto un servizio ad altri. Vogliamo che sia garantita pari attenzione a tutti». Le famiglie chiedono risposte, accordi tra Comuni e un confronto pubblico sui costi e sulle scelte amministrative”. Lo hanno dichiarato i genitori di Ari interessati al trasporto scolastico verso Giuliano Teatino.
“A oltre un mese e mezzo dall’inizio delle lezioni, resta irrisolta la questione del trasporto scolastico per gli alunni di Ari che frequentano la scuola secondaria di primo grado di Giuliano Teatino. Una vicenda che ormai riguarda non soltanto un servizio, ma il rispetto, l’equità e il rapporto tra cittadini e istituzioni”.
“Ad Ari”, spiegano i genitori, “la scuola media non esiste da 34 anni. Frequentare un istituto in un altro Comune è quindi una necessità, non un capriccio. Eppure, mentre il servizio verso Miglianico continua a essere garantito, non è stato ancora raggiunto un nuovo accordo per il collegamento proposto dal confinante Comune di Giuliano Teatino.
Secondo le informazioni raccolte dai genitori, gli alunni diretti a Giuliano Teatino sarebbero più numerosi di quelli che frequentano Miglianico. Inoltre, il Comune di Giuliano Teatino ha formalmente manifestato la disponibilità a effettuare il trasporto, richiedendo il necessario nulla osta. Numero degli alunni, distanza, qualità del servizio e costi per la collettività non dovrebbero rappresentare criteri fondamentali per una buona amministrazione?* Chiediamo che siano resi pubblici dati, spese effettive e motivazioni delle scelte, anche rispetto all’impegno economico sostenuto per il collegamento verso Miglianico. Una convenzione esisteva già. Perché oggi non è possibile?
La documentazione ufficiale dimostra che un accordo era stato raggiunto: *l’11 settembre 2025 Ari e Giuliano Teatino sottoscrissero una convenzione per il trasporto di 11 alunni residenti ad Ari*, valida per l’anno scolastico 2025/2026. Negli atti compare inoltre uno schema di convenzione con Vacri, datato 24 giugno 2025, relativo al trasporto di un alunno, del quale chiediamo di chiarire l’effettiva attuazione.
Perché una soluzione praticabile allora non è stata rinnovata per il 2026/2027?
Nella risposta del Comune di Ari del *3 settembre 2026*, riferendosi al tema dell’unificazione dei plessi scolastici, si legge: *«senza scuole unificate non esistono nulla osta per il solo scuolabus!».
È forse questo il punto più delicato della vicenda. Le legittime divergenze tra amministrazioni sul futuro delle scuole non dovrebbero ricadere sulle famiglie, soprattutto in un Comune dove la scuola media non esiste da oltre trent’anni. La riorganizzazione dei plessi e il trasporto quotidiano degli alunni sono questioni distinte e meritano risposte distinte.
Nella stessa comunicazione viene richiamato un *«insostenibile danno erariale»* connesso alla presenza di scuolabus di Comuni diversi. È una valutazione che chiediamo di conoscere nei suoi presupposti economici e amministrativi, attraverso dati verificabili e possibili soluzioni alternative.
Le norme vanno rispettate, ma una buona amministrazione deve anche ricercare tutte le soluzioni consentite dalla legge. Per questo chiediamo convenzioni chiare con i Comuni vicini, capaci di garantire continuità ai servizi esistenti e pari attenzione alle diverse esigenze.
*Non è negando o rendendo difficile un servizio che si incentiva l’iscrizione a una scuola.* Le scuole si valorizzano attraverso la qualità dell’offerta formativa, non condizionando indirettamente le scelte delle famiglie.
I nostri figli non possono sentirsi di serie B!
Ciò che oggi avvertiamo è una distanza crescente tra le decisioni amministrative e la vita reale delle famiglie. Vorremmo un’Amministrazione più disponibile al confronto diretto, capace di ascoltare chi affronta quotidianamente problemi organizzativi e lavorativi.
Quando un servizio è disponibile per alcuni e non per altri, senza motivazioni sufficientemente chiare, *i nostri figli si sentono figli di serie B*. Non attribuiamo questa volontà a nessuno, ma chiediamo che tale disagio venga finalmente riconosciuto.
Rifiutiamo che la scuola diventi terreno di contrapposizione tra amministrazioni o di divisione tra cittadini. *Lasciamo fuori dalla scuola gli aspetti peggiori della politica: i bambini non appartengono a una parte politica e non devono subire le conseguenze di divergenze istituzionali.*
Rivendichiamo inoltre il diritto dei cittadini di partecipare alla vita pubblica, presentare istanze e criticare le decisioni amministrative. Un principio riconosciuto anche dall’*articolo 8 del Testo unico degli enti locali*. Chiedere spiegazioni non significa delegittimare le istituzioni: significa esercitare responsabilmente la cittadinanza.
Le nostre richieste: accordi, risposte e trasparenza
Chiediamo *l’immediata riapertura di un dialogo costruttivo tra i Comuni*, finalizzato alla stipula delle convenzioni e all’adozione degli atti necessari per consentire il trasporto verso Giuliano Teatino, salvaguardando contemporaneamente i collegamenti utilizzati dalle altre famiglie di Ari.
Chiediamo una risposta scritta e motivata sulle ragioni del mancato accordo, sui criteri applicati ai diversi servizi e sulle possibili soluzioni.
*In assenza di risposte concrete in tempi brevi, chiediamo che il Comune di Ari convochi un’assemblea pubblica*, nella quale illustrare il numero degli alunni trasportati verso Miglianico, percorsi, costi complessivi, contributi delle famiglie e motivazioni economiche e amministrative delle scelte effettuate.
Le risorse pubbliche sono destinate alla collettività e i cittadini hanno diritto di chiedere come vengono impiegate, anche in considerazione delle imposte che versano.
*Rivolgiamo il nostro appello anche alla Prefettura di Chieti, all’Ufficio scolastico competente e alle istituzioni provinciali e regionali*, affinché, nel rispetto delle rispettive competenze, favoriscano un confronto istituzionale e una soluzione concreta.
Non chiediamo interventi punitivi, né intendiamo contestare l’autonomia dei Comuni. Chiediamo che questa vicenda non venga lasciata irrisolta mentre le conseguenze continuano a ricadere sui ragazzi e sulle loro famiglie.
*Non vogliamo uno scontro tra Comuni e, soprattutto, non vogliamo divisioni tra famiglie di Ari. Non chiediamo favori né privilegi. Chiediamo che ogni bambino e ogni famiglia ricevano pari attenzione e rispetto.*
Una buona amministrazione si riconosce dalla capacità di trovare soluzioni eque, sostenibili e condivise.
*Pari dignità, pari rispetto, pari condizioni. E soprattutto una soluzione, finalmente”.
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