Pavia. “La Procura di Pavia, valutati anche gli atti da ultimo depositati dalla difesa dell’indagato, ha chiesto in data odierna il rinvio a giudizio di Andrea Sempio davanti al Tribunale di Pavia.”
Così si legge in un comunicato stampa diffuso oggi dagli inquirenti impegnati, da marzo 2025, nella nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. La nota prosegue proponendo una dettagliata ricostruzione del delitto, come ipotizzata dagli inquirenti.
“Dopo una iniziale colluttazione”, secondo la Procura, Sempio, “ha colpito reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che” la vittima “provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana ed in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi.”
In seguito, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, Sempio “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra” infliggendo in tal modo alla vittima “gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso.”
Il tutto, con “l’aggravante di aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto” e “di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio.”
Questa l’accusa. Sarà ora compito del Giudice per l’udienza preliminare valutare la fondatezza della richiesta avanzata dalla Procura, decidendo se prosciogliere o rinviare a processo l’indagato dinanzi alla Corte d’Assise.
“Nulla di inatteso”
Andrea Sempio è “pronto ad affrontare anche questa fase del procedimento davanti al Gup” ed è “convinto che sarà dimostrata” la sua “innocenza.” Questa la posizione dell’indagato, ribadita tramite i suoi difensori, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia.
“Non c’è nulla di nuovo, nulla di inatteso. Siamo assolutamente pronti a fronteggiare questa imputazione”, ha dichiarato Cataliotti a Dentro la notizia, trasmissione in onda su Canale 5.
“L’imputazione mi sembra articolata secondo quelle che erano le aspettative, certo non rosee, ma assolutamente attese”, ha proseguito il legale, secondo cui “reato e aggravanti corrispondono all’avviso di fine indagini.”
L’udienza preliminare, a suo dire, potrebbe svolgersi l’anno prossimo. “In ipotesi potrebbe celebrarsi anche entro fine anno, ma essendo mastodontico il fascicolo penso che il Gup necessiterà di tempo per studiarlo come ne abbiamo abbisognato noi.”
Sospensione
Fissata l’udienza dinanzi al Gup, la difesa di Sempio sembra intenzionata a chiedere la sospensione del procedimento. Quest’ultimo, secondo gli avvocati Cataliotti e Taccia, dovrebbe infatti rimanere “congelato” in attesa che si definisca il giudizio di revisione relativo ad Alberto Stasi.
“Chiederemo di investire la Consulta sulla questione e poi sarà il giudice a decidere se riterrà la questione non manifestamente infondata”, ha spiegato Cataliotti.
Secondo i legali dell’indagato non si può disporre il rinvio a giudizio di un soggetto accusato del medesimo reato per cui vi è già un condannato in via definitiva: una anomalia da cui scaturirebbe, nelle parole di Cataliotti, un “mostro giuridico”.
Rito abbreviato o rito ordinario
Questa sarà dunque la prima mossa della difesa Sempio, che dovrà inoltre valutare se richiedere il processo con rito abbreviato dinanzi al medesimo Gup o proseguire con il rito ordinario davanti alla Corte d’Assise.
Secondo l’attuale normativa, in vigore dal 2019, per i reati puniti con l’ergastolo – quali l’omicidio aggravato ipotizzato dalla Procura – non è consentito l’accesso al rito abbreviato, preclusione che però si applica ai soli fatti “commessi successivamente alla data di entrata in vigore”[1] della legge stessa. Il delitto di Garlasco ricadrebbe, quindi, nella disciplina previgente.
“In rispettosa attesa”
“In tale situazione ed alla luce dei gravissimi fatti emersi (e di quelli non ancora emersi ma di cui la difesa Stasi è in possesso), si ritiene che l’unico atteggiamento possibile, verso la persona di Stasi, sia quello di una rispettosa attesa del giudizio di revisione.” E’ quanto si legge in una nota degli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, difensori di Alberto Stasi. “Sui tempi, per ora, anche per la delicatezza della fase, non si possono e non si vogliono dare indicazioni, ma si può solo dire che ci saranno aggiornamenti tra non molto.”
La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Sempio, proseguono gli avvocati, “segna un passaggio decisivo di un’indagine seria e penetrante, nonché l’unico epilogo possibile a fronte del grave quadro investigativo emerso.”
[1] Art. 5, Legge n. 33/2019.



