Guardiagrele. Critiche alla gestione amministrativa del Comune arrivano dal Partito Democratico di Guardiagrele, che attraverso una nota interviene su alcune vicende giudiziarie e amministrative finite al centro del dibattito politico cittadino.
Nel documento, il Pd richiama innanzitutto due contenziosi promossi da dipendenti comunali che hanno contestato la valutazione della propria attività lavorativa. «Recenti giudizi» scrivono, «hanno visto soccombere il comune di Guardiagrele per cause promosse da due dipendenti che hanno contestato la valutazione della loro attività. I giudici hanno detto che il comune ha sbagliato la procedura e, per ora, c’è una condanna a pagare le spese legali per oltre 10mila euro».
Un altro punto evidenziato riguarda una transazione conclusa dal Comune con l’impresa Cericola. Secondo il Pd, il ritardo nel pagamento delle prestazioni avrebbe comportato il riconoscimento di interessi moratori e spese legali verso la ditta che «ha effettuato i lavori sulle vecchie discariche di Colle Barone». «Parliamo di qualche decina di migliaia di euro» dichiarano e che secondo i dem il comune «ha dovuto sborsare a titolo di interessi moratori maturati per il ritardo di pagamento delle prestazioni. È tutto scritto nella delibera della giunta numero 151 del 4 agosto scorso. E sapete quanto ci è costato questo ritardo? Quasi 50mila euro, comprese le spese legali». «In questo caso», sottolineano «sarebbe bastato rispettare i termini di pagamento o, se altri sono responsabili, chiedergli il conto».
Nel mirino dell’opposizione finisce, inoltre, la vicenda della scuola dei Cappuccini. «È ancora aperta la vicenda della scuola dell’Anello» denunciano «e anche su questo nessuna risposta alle tante domande, compresa quella dei nostri consiglieri comunali di capire come stanno realmente le cose e di fare le giuste verifiche». Il comune, concludono nella nota, «ha dovuto impegnare svariate decine di migliaia di euro (almeno 50mila) per un enorme pasticcio nella gestione dell’appalto», aggravato, poi, dal blocco dei lavori.
«I guardiesi» chiudono l’attacco alla giunta Di Prinzio «meritano di essere protagonisti delle scelte politiche e non comparse in un film che viene scritto nelle stanze del potere e di cui è impossibile conoscere soggetto e sceneggiatura».



