Chieti. Arriva l’ordinanza per la frana di Santa Maria e apre una nuova fase per residenti e imprese. Un sospiro di sollievo, che però è diventato motivo d’acceso confronto politico tra Fratelli d’Italia e l’amministrazione comunale.
Due i milioni che, soddisfatto, annuncia il primo cittadino, anche se si aspetta ancora il via libera della Corte dei conti. «Rimaniamo in attesa» dichiara il sindaco Giovanni Legnini, «dell’approvazione del Piano complessivo degli interventi e dei nuovi stanziamenti che sono urgentemente necessari per consentirci di intervenire dopo 14 mesi dalla conclusione dello stato di emergenza».
Per le attività economiche sono previsti rimborsi degli affitti fino a 100 euro al metro quadrato al mese oppure un contributo una tantum di 350 euro, oltre alla copertura dell’80% delle spese per i macchinari, del 60% per le scorte, delle spese di trasloco e a un anticipo del 50% dei contributi. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 dicembre 2026 all’Ufficio speciale per la ricostruzione con perizia asseverata.
Sulla zona rossa, poi, nessuna evacuazione preventiva. «Valuto positivamente» spiega Legnini, «la distinzione tra le ipotesi di inagibilità che comportano una delocalizzazione obbligatoria sulla base di accertamenti tecnici e quelle nelle quali sarà possibile prevedere la messa in sicurezza e quindi la ricostruzione degli edifici non gravemente danneggiati».
«Su tale aspetto» continua «dovrà essere emanata nel prossimo futuro una specifica disciplina virgola che ho richiesto nel corso della riunione di oggi punto relativamente allo sblocco delle prime risorse per le demolizioni e di quelle per il personale di supporto, si tratta di un primo passo al quale dovranno seguire ulteriori finanziamenti a valere sui fondi già stanziati».
Nel frattempo, i consiglieri di Fratelli d’Italia Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro e Manuela Esposito chiedono, invece, la convocazione di un’assemblea pubblica nel quartiere per illustrare ai residenti gli effetti dell’ordinanza. «La gente ha diritto di sapere, edificio per edificio, cosa prevede l’Ordinanza n. 4 e cosa deve fare», affermano gli esponenti del partito di Giorgia Meloni.
L’ex sindaco Diego Ferrara, invece, rivendica il ruolo avuto dal Comune nella definizione del provvedimento. «Le nostre proposte espresse nell’interesse delle famiglie coinvolte sono state sostanzialmente accolte», sottolinea, evidenziando in particolare la distinzione tra gli immobili che dovranno essere delocalizzati e quelli che potranno essere messi in sicurezza e ricostruiti.
L’amministrazione considera però lo stanziamento delle prime risorse solo un punto di partenza e chiede ulteriori finanziamenti. Tra le richieste principali resta il passaggio dall’attuale copertura dell’80% al rimborso del 100% dei costi di riparazione e ricostruzione degli immobili.
In attesa dell’approvazione del Piano complessivo degli interventi e di nuovi stanziamenti, il confronto politico resta aperto. Per i cittadini di Santa Maria, tuttavia, la priorità resta una sola: conoscere il destino dei singoli edifici e ottenere le risorse necessarie per tornare alla normalità.



