Pescara. Dopo lo sciopero generale di venerdì scorso, un nuovo gruppo di cittadini scenderà in piazza domani mattina per chiedere maggiore attenzione ai problemi economici e sociali che, secondo gli organizzatori, incidono sempre più sulla vita quotidiana di famiglie, giovani e lavoratori.
L’appuntamento è alle ore 10 davanti alla stazione ferroviaria di Pescara Porta Nuova. Da lì partirà il corteo promosso da Voce Comune Pescara, un movimento nato nelle ultime settimane attraverso i social e le piattaforme di messaggistica, con arrivo previsto prima in piazza Unione, sede del Consiglio regionale, e successivamente in piazza Italia, dove si trovano il Comune e la Prefettura.
Il corteo partirà dalla stazione di Pescara Porta Nuova e attraverserà alcune delle principali arterie cittadine. Sono previsti momenti di intervento pubblico sia in piazza Unione sia nella tappa conclusiva di piazza Italia, dove i promotori intendono presentare le proprie proposte e aprire uno spazio di confronto con i cittadini.
«Vogliamo dare voce ai problemi reali delle persone e dimostrare che anche dal basso si può costruire qualcosa», spiega Viola, 26 anni, una dei quattro “fondatori” e primi promotori dell’iniziativa. «Non apparteniamo ad associazioni o partiti politici. Siamo cittadini che hanno deciso di attivarsi e che credono nel valore della partecipazione».
Tutto parte dalle app di messaggistica. Il gruppo, raccontano i promotori, si è formato dopo alcuni confronti avvenuti online, dopo che alcuni ragazzi avevano cominciato ad organizzare spontaneamente la “rivolta” a Pescara a seguito dei tumulti milanesi del 17 ottobre. Una chat da cui emergevano intenti violenti che la stampa (in particolare Il Centro) aveva riportato nelle settimane scorse e che ora è oggetto d’indagine da parte delle autorità. Proprio la volontà di distinguersi da contenuti aggressivi e da linguaggi estremi circolati in alcune chat ha spinto alcuni partecipanti a creare uno spazio di discussione dedicato ai temi sociali ed economici, che è poi divenuto il motore dell’organizzazione del corteo di domani.
«Abbiamo cercato di costruire un luogo di confronto sui problemi concreti», afferma Viola. «Parlando tra noi abbiamo capito che molte difficoltà sono condivise da persone con esperienze e condizioni diverse».
Tra i temi indicati dagli organizzatori figurano l’aumento del costo della vita, le difficoltà economiche delle famiglie, la precarietà lavorativa, la difficoltà di costruire percorsi di autonomia e stabilità, il dibattito sul salario minimo e sulle tutele per i lavoratori, il ruolo dei media e dell’informazione nel dibattito pubblico.



