L’Aquila. Nel 2025 l’Abruzzo ha registrato 8,8 milioni di presenze turistiche, il 23% in più dell’anno precedente, e le presenze straniere sono cresciute del 40%.
Nel primo semestre 2026 gli stranieri sono aumentati ancora del 14%: l’Abruzzo è la terza regione italiana per crescita. Una parte di questo slancio passa dalla bicicletta. Secondo il Rapporto Isnart-Legambiente “Viaggiare con la bici” 2026, l’Abruzzo è quarto in Italia per specializzazione nel noleggio bici, con un indice doppio rispetto alla media nazionale. È il quadro da cui parte Il cicloturismo in Abruzzo: la voce degli operatori, il white paper che Bikeitalia pubblica oggi e che si scarica gratuitamente.
Il rapporto si basa sulle interviste a cinque imprese della costa e dell’interno: Wolftour di Penne, Il Bosso di Bussi sul Tirino, Isytravel by Bikelife di Francavilla al Mare, Majambiente di Caramanico Terme e Civitarese Viaggi di Ortona.
Per tutte il cicloturismo è ormai una voce stabile del fatturato, con pesi molto diversi. Si va dal 10-15% de Il Bosso, che affianca la bici a canoa e trekking, al 78-80% di Isytravel, tour operator specializzato in vacanze in bici. Wolftour è passata in pochi anni dal 10% al 30-40%.
A cambiare è anche il pubblico. Con l’e-bike, emerge dall’indagine, arrivano coppie, pensionati, gruppi aziendali e una clientela del Nord Europa. La Via Verde della Costa dei Trabocchi resta il primo richiamo. Nell’estate 2026 sono stati inaugurati due nuovi tratti, a Ortona nord e a Casalbordino, e il tratto abruzzese della Ciclovia Adriatica dispone di 24,5 milioni di euro di fondi ministeriali, per il 78,5% destinati a enti della provincia di Chieti. L’entroterra è l’altra faccia dell’offerta: le aree interne – tra Parchi, Ciclovie della Transumanza, Percorsi di Ermes e Rete Ciclabile dei Trabocchi – contano oltre 1.500 km di percorsi mappati.
Il margine di crescita, rileva ancora l’indagine, è ampio.
Nel Cycle Tourism Index 2026, elaborato da Bikenomist con komoot, l’Abruzzo è quindicesimo su venti regioni per attrattività verso i cicloturisti stranieri. D’estate sale al quattordicesimo posto, in autunno scende al diciassettesimo.
Allungare la stagione è l’obiettivo che gli operatori indicano per i prossimi anni.
“Abbiamo voluto dare la parola a chi lavora sul territorio ogni giorno. La crescita delle presenze e il peso del cicloturismo nei fatturati raccontano un settore in salute. La sfida ora è farlo conoscere di più a chi pedala e allungare la stagione oltre l’estate”, dichiara Manuel Massimo, autore del white paper e direttore responsabile di Bikeitalia.



