Caramanico Terme. Un hotel di lusso abbandonato, ambienti ormai lontani dai fasti del passato e un’esplorazione filmata che in poche settimane ha raccolto decine di migliaia di visualizzazioni. Il Réserve Hotel Terme di Caramanico torna sotto i riflettori, questa volta non per una possibile ripartenza dell’attività ricettiva e termale, ma per un video pubblicato su YouTube che riaccende l’attenzione sul destino degli immobili dismessi.
A documentare l’interno delle strutture è stato uno youtuber specializzato nell’esplorazione di luoghi abbandonati, titolare di un canale con oltre 17mila iscritti. Due i filmati finiti online tra luglio e settembre: “Il mistero delle auto aziendali abbandonate” e “Ho trovato un Hotel 5 stelle abbandonato”. Complessivamente, secondo quanto riportato, i video hanno superato le 45mila visualizzazioni.
Le immagini mostrano l’autore mentre si muove all’interno dello stabilimento termale La Salute e del Réserve Hotel Terme, raccontando ciò che incontra durante l’esplorazione. Un viaggio tra spazi che oggi testimoniano lo stato di abbandono di un patrimonio immobiliare che, nelle intenzioni del territorio, dovrebbe rappresentare una risorsa per il rilancio di Caramanico. La diffusione dei filmati, però, solleva anche una questione di sicurezza. La possibilità di accedere agli immobili e la visibilità ottenuta dai contenuti online potrebbero spingere altre persone a tentare incursioni analoghe, con conseguenze potenzialmente pericolose per chi entra e danni ulteriori alle strutture.
È questo il timore espresso dal sindaco Franco Parone, che ha deciso di intervenire formalmente, segnalando la vicenda al curatore fallimentare degli immobili. «Ho scritto una lettera formale al curatore nella quale segnalo formalmente la bravata compiuta da alcuni balordi che si sono introdotti negli immobili de La Réserve e dello stabilimento termale La Salute con annesso albergo, improvvidamente pubblicata online», dichiara Parone. Il primo cittadino teme che la circolazione dei video possa trasformarsi in un incentivo per nuove intrusioni. «Ciò potrebbe indurre ad atti emulativi, con rischio concreto di incidenti e vandalizzazioni che produrrebbero un ulteriore effetto depauperante del valore degli immobili».
Il problema, secondo il sindaco, è aggravato dalla facilità con cui sarebbe possibile accedere alle strutture. «Ribadisco, come già segnalato in precedenza, che gli immobili sono facilmente accessibili in quanto vi sono varchi aperti mai sigillati». Da qui la richiesta di provvedimenti urgenti per impedire nuovi ingressi e limitare il rischio di danneggiamenti, in attesa che si chiarisca il futuro del complesso. La vicenda del video si inserisce in una situazione immobiliare e giudiziaria che resta senza una soluzione. Il 13 ottobre si sono chiusi i termini per la presentazione delle offerte relative alla nona asta fallimentare, senza che siano arrivate manifestazioni di interesse.
Un esito che riporta in primo piano le difficoltà legate alla vendita del complesso. Per Parone, l’assenza di offerte rappresenta anche un segnale dell’inadeguatezza del valore di stima degli immobili. Il sindaco sollecita quindi il curatore a intervenire rapidamente, sia sul fronte della sicurezza sia su quello della procedura di vendita. L’obiettivo è evitare che il trascorrere del tempo comprometta ulteriormente il valore delle strutture e renda ancora più difficile individuare una soluzione. Parone chiede una nuova pubblicazione dell’avviso di vendita in tempi brevi, evitando quelle che definisce lungaggini «davvero ingiustificabili», già riscontrate nelle procedure precedenti.
A rendere ancora più urgente la questione è il percorso parallelo per l’assegnazione in concessione delle acque termali. Al bando regionale sono risultati ammissibili due richiedenti e, secondo il sindaco, l’assegnazione potrebbe arrivare nel prossimo futuro. Un passaggio che potrebbe aprire nuove prospettive per la ripresa delle attività termali, ma che rischia di non tradursi in un rilancio concreto senza la disponibilità degli immobili.
«Segno palese di un interessamento alla ripresa delle attività termali, che però non sarebbe possibile senza la disponibilità degli immobili», osserva Parone, sottolineando come il tempo continui a giocare contro il recupero del patrimonio. Il deprezzamento delle strutture, aggiunge, rischia di allontanare anche i creditori dalla possibilità di recuperare almeno una parte delle somme dovute attraverso la procedura fallimentare. Il video del Réserve Hotel Terme ha riportato l’attenzione su un luogo che continua a rappresentare una questione aperta per Caramanico. Da una parte, la curiosità suscitata online dagli ambienti abbandonati; dall’altra, la necessità di tutelare edifici accessibili, preservarne il valore e impedire che nuove intrusioni provochino incidenti o ulteriori danni.
Parone interviene anche nella sua qualità di creditore, chiedendo la massima attenzione nella valutazione di possibili soluzioni che consentano di arrivare a una vendita immediata o, comunque, a una definizione più rapida della procedura. La richiesta è chiara: mettere in sicurezza gli immobili e accelerare i tempi. Perché, mentre le immagini dell’hotel abbandonato continuano a circolare sul web, il futuro del complesso resta ancora da scrivere.



