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Verso lo sciopero generale. Studenti, lavoratori e sindacati in moto per venerdì 30

Gianmarco Mereu di Gianmarco Mereu
28 Ottobre 2026
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Pescara. Macchinate dal teramano, autobus da Vasto, Lanciano e Chieti, mobilitazioni di associazioni del territorio e di studenti e studentesse sia prima che in convergenza allo sciopero generale indetto per il 30 ottobre a Pescara. Un vero e proprio stato d’agitazione, quello che sta emergendo in questi giorni e che continua a muovere un’adesione di vari settori sociali.

Venerdì, in piazza Italia alle 10 in punto, si attende una dimostrazione di forza contro le politiche di riarmo e taglio alla spesa pubblica che Unione sindacale di base e Cobas hanno proclamato per la giornata. «Con il prezzo di benzina e gasolio schizzato oltre i 2 euro al litro, l’inflazione dei prodotti della spesa salita in 5 anni dal 30 al 50%, le bollette di luce e gas che subiscono rincari superiori al 30%, la situazione per chi vive di lavoro o pensione è sostenibile solo se c’è un adeguamento delle retribuzioni al costo della vita e se, allo stesso tempo, il governo interviene a calmierare i prezzi o, ancora, ad azzerare l’iva sui beni di prima necessità» scrivono nel comunicato del nazionale Usb.

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E poi, «i lavoratori dei porti», cioè coloro che hanno fatto partire la mobilitazione oggi giunta a sciopero generale, «stanno chiamando a mobilitarsi contro la guerra e le politiche di aggressione ai popoli portate avanti dagli Stati Uniti e da Israele e contro la complicità dei paesi dell’Unione Europea. L’Unione Sindacale di Base considera la lotta contro il carovita e contro la moderazione salariale strettamente legate alla lotta contro il riarmo. L’enorme spesa pubblica messa a disposizione dell’acquisto e della costruzione di nuovi armamenti», spiegano, «cozza con l’indisponibilità a difendere i nostri salari e le nostre pensioni. E invece di pensare a dare una vera politica industriale all’Italia, il governo smantella quello che è rimasto, dall’Ilva all’automotive e punta tutto sugli armamenti».

«Le adesioni al nostro corteo stano crescendo», spiega Rosa Di Valerio per Usb Abruzzo, «con vari soggetti che parteciperanno contribuendo con le proprie rivendicazioni». E infatti, la partecipazione va dagli studenti medi e universitari (Unione degli studenti, Cambiare Rotta, Giovani Comuniste/i e Opposizione Studentesca d’Alternativa) al comitato “anti-Sabino Esplodenti” di Casalbordino, il neocostituito gruppo “Quanto vale una vita?” oppure le organizzazioni pro-Pal come l’Assemblea Lanciano per la Palestina, poi i sindacati promotori, Cobas e Usb, ma anche A.Ba.Co. e le sigle politiche, come Rifondazione Comunista e Potere al Popolo.

«In questo periodo ci stiamo adoperando anche per mobilitare i migranti» continua Di Valerio. «I migranti di terra, cioè coloro che attraversano la rotta balcanica per entrare in Italia, sono poco “intercettabili”, ma noi siamo riusciti a creare un ponte con loro grazie al nostro nuovo sportello e stiamo facendo una preparazione sindacale per coadiuvarli», aggiunge, «scenderanno con noi in piazza il 30. Sono determinati e la cosa che chiedono, come tutti i migranti, è la regolarizzazione». Un tema sicuramente aborrito dal governo, che invece sta preparando “l’esternalizzazione” del problema migratorio coi Cpr.

Usb, quindi, porta in piazza anche il malcontento di chi non vota, proprio per far emergere quel disagio che «in Europa, dalla Spagna alla Francia alla Germania. Movimenti giovanili e organizzazioni sindacali stanno promuovendo con grandi mobilitazioni per rivendicare diritti sociali e difendere le condizioni di vita e di lavoro». E fra i “non votanti intercettati” c’è anche il settore “naturale” ─come lo definisce Di Valerio ─, quello giovanile. «Usb a Pescara e in Abruzzo ha sempre avuto un dialogo aperto fra studenti e lavoratori, per noi è naturale. Lo sfruttamento è equivalente, seppur differenziato, sia per lo studente che per il lavoratore. E lo sentono sulla loro pelle allo stesso modo quando un giovane non riesce a comprare i libri di scuola o avere un’aula decente e l’insegnamento all’altezza. Così, anche il lavoratore che non riesce a portare a casa un salario dignitoso» conclude la sindacalista.

Tags: newspescarascioperosciopero generaleusb
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