Orsogna. Oggi, il redde rationem in Consiglio comunale sulla crisi escherichia per la piccola cittadina dei Talami. Prima della bagarre, si è votato per l’ingresso di un nuovo componente a sostituzione di Samanta Di Rico, con la surroga da Paolo Di Sario, primo dei non eletti della lista Orsogna Rinasce Insieme. Un atto che è stato accolto unanimemente dalle parti ed applaudito dopo il discorso d’ingresso del sindaco Marinucci, del segretario comunale, del neoconsigliere Di Sario, e del capo dell’opposizione Saraceni, tutti memori della profusa attività della defunta Di Rico.
Ma torniamo alla questione dell’interrogazione di AmiamOrsogna. In sintesi, i punti contestati alla giunta erano relativi alle dinamiche da cui si originava l’ordinanza e l’efficacia della comunicazione.
Sulla prima questione, per la maggioranza non c’è dibattito. L’unico comune in cui è attiva una convenzione comunale per il controllo periodico dell’acqua potabile è Lanciano. In tutti gli altri comuni, invece, è l’Arpa (l’agenzia regionale di protezione ambientale) che segue tali prelievi. «Sono a campione» chiarisce il sindaco «e vengono segnalati all’amministrazione soltanto quando viene rilevata un superamento» delle soglie di legge.
E le tempistiche? Su questo il sindaco rigetta completamente le “accuse”. Secondo Marinucci, ricevuta la notifica del Servizio d’Igiene alimentare e della Nutrizione ─ il Sian di Chieti ─ nel tardo pomeriggio, aveva allertato l’amministrazione e proposto l’emanazione dell’ordinanza cautelativa.
Dato il contesto di ricircolo nella rete idrica del territorio orsognese, che ha punti di contatto fra le condutture a nord con quelle del centro, era stato deliberato il divieto su tutto il comune esclusa la contrada Feuduccio, che non era toccata dalla probabilità di contaminazione.
Poi, il tema della comunicazione. Nonostante il tardivo riscontro degli uffici, l’immediata promulga dell’atto è un risultato sufficiente, a detta di Marinucci, che ha sopperito all’emergenza con la comunicazione a mezzo social e sul sito ufficiale del Comune, delle disposizioni. Non avrebbe avuto senso, per l’amministratore, attivare l’allarme con un auto con altoparlante per allertare la popolazione anziana del paese.
Insomma, la questione è stata rimandata al mittente, chissà se anche gli abitanti toccati dal divieto faranno lo stesso.



