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L’Abruzzo del vino brilla alla Nuvola: 18 Tre Bicchieri nella guida Gambero Rosso 2027

Cinque Cerasuolo, cinque bianchi e otto rossi nella selezione regionale. Dalle colline affacciate sull’Adriatico ai vigneti dell’interno, i produttori abruzzesi protagonisti della grande giornata romana

Redazione Abruzzolive di Redazione Abruzzolive
28 Ottobre 2026
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ROMA – Nella cornice spettacolare della Nuvola di Fuksas, all’Eur, l’Abruzzo del vino si è presentato con una squadra capace di raccontare territori, storie e sensibilità differenti. Domenica 25 ottobre, la premiazione e la grande degustazione della guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso hanno riunito nella capitale una rappresentanza di vertice dell’enologia nazionale: oltre cinquecento vini protagonisti di un appuntamento inserito nelle celebrazioni per i quarant’anni del Gambero Rosso. Una vetrina prestigiosa nella quale la selezione abruzzese ha fatto decisamente bella figura.

Sono 18 le etichette regionali insignite dei Tre Bicchieri, due in più rispetto all’edizione precedente. Il riconoscimento, massimo livello della valutazione della guida, va quest’anno a 540 vini in tutta Italia. La rappresentanza abruzzese si distribuisce tra otto rossi, cinque Cerasuolo e cinque bianchi: un equilibrio che permette di osservare il vigneto regionale da prospettive diverse.

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Il montepulciano resta il grande filo conduttore, declinato nei rossi e nei Cerasuolo. Ma il quadro comprende anche tre Pecorino e due Trebbiano, con bottiglie che richiamano l’attenzione sulla qualità della produzione bianchista. Colpisce, soprattutto, la diversità delle interpretazioni: vini di struttura e maturazione importante convivono con proposte più immediate, lavorazioni in terracotta e percorsi produttivi che mettono al centro il singolo vigneto. La selezione offre così l’occasione per conoscere da vicino tutte le aziende premiate e le bottiglie che le hanno portate sul palcoscenico romano.

Tenuta del Priore – Col del Mondo: Abruzzo Pecorino Superiore Colline Pescaresi Kerrias 2024

A Collecorvino, Tenuta del Priore valorizza le colline pescaresi attraverso una gamma nella quale il Pecorino occupa uno spazio importante. Il Kerrias nasce da un progetto avviato con gli impianti del 2002 e la prima vendemmia del 2007. Agrumi, fiori gialli ed erbe aromatiche ne definiscono lo stile, accompagnando una struttura generosa sostenuta dalla freschezza. Il riconoscimento al 2024 premia un bianco che interpreta il Pecorino attraverso consistenza e vivacità gustativa, con la proverbiale acidità del vitigno a condurre l’assaggio.

Tenuta I Fauri: Cerasuolo d’Abruzzo Baldovino 2025

La famiglia Di Camillo, con Luigi e Valentina, si conferma una delle cantine più amate dai degustatori del Gambero. Dopo il premio di Rosato dell’anno ottenuto dal Baldovino 2024 nella precedente edizione, arriva il riconoscimento alla vendemmia 2025. Il profilo richiama ciliegia, melograno e fiori, con una sfumatura finale di mandorla. Un Cerasuolo dalla vocazione gastronomica, capace di accompagnare piatti di mare, salumi e una cucina quotidiana ricca di sapore.

Tenuta Terraviva: Cerasuolo d’Abruzzo Giusi 2025

Sulle colline di Tortoreto, Tenuta Terraviva porta avanti una produzione biologica legata ai vitigni regionali. Il Giusi 2025 nasce da montepulciano in purezza, raccolto a mano, con fermentazione spontanea e una maturazione di sei mesi in acciaio. È un’impostazione che privilegia il rapporto diretto con la materia prima e rappresenta bene la coerenza della cantina. Il nuovo riconoscimento consolida il ruolo di questa etichetta nella rappresentanza abruzzese del Cerasuolo.

Torre dei Beati: Cerasuolo d’Abruzzo Rosa-ae 2025

A Loreto Aprutino, Fausto Albanesi e Adriana Galasso hanno costruito Torre dei Beati partendo dalle vigne familiari e dalla scelta del biologico. Il Rosa-ae 2025 è ormai abituato a questo premio: mette insieme piccoli frutti rossi, melograno e richiami di rosa, con un sorso fresco, succoso e sapido. Un’interpretazione che valorizza la fragranza del montepulciano e la sua duttilità, mantenendo una fisionomia riconoscibile e una piacevole continuità di beva.

Ciavolich: Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Colline Pescaresi Fosso Cancelli 2024

La storica azienda guidata da Chiara Ciavolich ha il proprio cuore produttivo a Loreto Aprutino. Fosso Cancelli rappresenta il percorso dedicato alle fermentazioni spontanee e ai materiali tradizionali di cantina. Nel Cerasuolo 2024, lavorato anche in anfora, frutta rossa, melograno e tocchi erbacei accompagnano un sorso fresco e sapido, sostenuto dall’acidità. È una lettura articolata della denominazione, nella quale la scelta produttiva contribuisce a definire il carattere del vino.

Fontefico: Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Terre di Chieti Fossimatto 2025

A Vasto, i fratelli Nicola ed Emanuele Altieri lavorano su vini legati a singole vigne, in agricoltura biologica. Il Fossimatto 2025 conferma una precisa idea di Cerasuolo: colore e intensità gustativa sono elementi da valorizzare. La cantina ne rivendica apertamente il carattere esuberante, preservando la forza espressiva dell’uva di partenza. Il premio riconosce una proposta coerente con il progetto aziendale e con la personalità del territorio vastese.

Emidio Pepe: Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo 2023

A Torano Nuovo, il nome Emidio Pepe identifica una delle esperienze che hanno contribuito a far conoscere nel mondo il potenziale dei vitigni abruzzesi. Questa volta il riconoscimento arriva al Montepulciano 2023 delle Colline Teramane. Frutto scuro e grafite accompagnano un sorso sapido, dalla struttura misurata e profonda. Un vino che richiama l’attenzione sulla finezza possibile del montepulciano e sulla capacità della tradizione aziendale di interpretarlo nel tempo.

Fattoria Nicodemi: Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Notàri 2023

Elena e Alessandro Nicodemi proseguono il lavoro avviato dal padre Bruno, mantenendo un forte legame con le Colline Teramane. Il Notàri 2023 propone un profilo di sottobosco, mora ed erbe mediterranee, seguito da un palato pieno e disteso. La sua presenza tra i premiati contribuisce a raccontare un territorio nel quale il montepulciano trova interpretazioni differenti, capaci di coniugare densità del frutto e piacevolezza gustativa.

Cataldi Madonna: Frontone Pecorino 2022

Ofena e la Valle del Tirino sono il territorio di Cataldi Madonna, azienda centrale nella valorizzazione del Pecorino abruzzese. Il Frontone rappresenta un percorso specifico all’interno di questa ricerca. La versione 2022 conserva la tensione acida che caratterizza l’etichetta, affiancandola a un’espressione più articolata, segnata dalle erbe aromatiche e dai profumi agrumati. Il risultato richiama l’attenzione su un Pecorino capace di sviluppare complessità e di mantenere una precisa direzione gustativa.

La Valentina: Montepulciano d’Abruzzo Docheio 2024

La Valentina, legata alla famiglia Di Properzio e alle Colline Pescaresi, conquista il riconoscimento con il Docheio 2024. È un’etichetta che nelle sue lavorazioni valorizza la terracotta e amplia il repertorio espressivo del montepulciano. La nuova annata viene descritta dal Gambero Rosso attraverso precisione, consistenza e coerenza gustativa. Un rosso che porta nella selezione regionale la ricerca sui materiali di cantina e sull’equilibrio della materia.

Spinelli: Montepulciano d’Abruzzo Le Stagioni del Vino 2024

Ad Atessa, nella Val di Sangro, Spinelli esprime una storia familiare cresciuta attraverso più generazioni. La linea Le Stagioni del Vino conferma le ambizioni delle selezioni aziendali. Nel Montepulciano 2024, frutto scuro, marasca e sfumature di cenere accompagnano un tannino levigato. Un vino che mette insieme riconoscibilità varietale e accessibilità del sorso, mostrando il lavoro qualitativo di una realtà strutturata del territorio teatino.

Masciarelli: Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic Riserva 2022

Masciarelli torna sul podio – e sul gradino più alto, con il prestigioso riconoscimento di “rosso dell’anno” – con una delle etichette simbolo della propria storia. L’azienda, guidata da Marina Cvetic con Miriam Lee Masciarelli, ha contribuito in modo sostanziale all’affermazione del vino abruzzese. La Riserva 2022 combina mora, pepe e richiami di grafite, con una trama tannica fitta e raffinata. La sua forza sta nella progressione del sorso: una lettura del montepulciano nella quale struttura e dettaglio espressivo procedono insieme.

VignaMadre – Famiglia Di Carlo: Montepulciano d’Abruzzo Nobu 1830 Riserva 2022

La famiglia Di Carlo richiama nel nome Nobu 1830 la continuità della propria storia. Il progetto VignaMadre affianca questa eredità alla ricerca sulle tecniche di vinificazione e sui materiali. La Riserva 2022 mette in evidenza frutto fresco, sfumature floreali e una componente salina che sostiene il percorso gustativo. Un’interpretazione energica, moderna, che aggiunge un ulteriore registro alla presenza del montepulciano tra i vini premiati.

Marramiero: Montepulciano d’Abruzzo Terre dei Vestini Inferi Riserva 2021

A Rosciano, Marramiero ha costruito una proposta nella quale Inferi occupa da tempo un posto centrale. Torna ad essere premiato dopo diversi anni questa Riserva 2021, che porta nella selezione il versante più ampio e strutturato del montepulciano, con richiami di visciola, mentolo e spezie. È una presenza significativa anche per questo: il quadro dei premiati comprende stili diversi, e conserva spazio per rossi che cercano complessità attraverso concentrazione, maturazione e profondità gustativa.

Castorani: Trebbiano d’Abruzzo Colline Pescaresi Podere Castorani Riserva 2024

Ad Alanno, Castorani lega la propria identità contemporanea anche ai nomi di Lucio Cavuto e Jarno Trulli. Per l’edizione 2027 il vino premiato è il Trebbiano Riserva. Lo stile dichiarato dall’azienda per questa etichetta privilegia intensità, richiami floreali e frutta esotica, con persistenza gustativa. Il riconoscimento al 2024 offre un segnale interessante sul lavoro dedicato a un bianco curato e ambizioso.

Valle Reale: Trebbiano d’Abruzzo Vigneto di Popoli 2023

Valle Reale porta sul podio il paesaggio dell’Abruzzo interno. Il Vigneto di Popoli nasce da una parcella di Trebbiano inserita in un ambiente segnato da boschi, montagne e acque sorgive. Il 2023 richiama agrumi, mela ed erbe, con una chiusura sapida. È una bottiglia che invita a guardare al rapporto tra vigneto e luogo di provenienza, oltre che alla capacità evolutiva del Trebbiano.

Feudo Antico: Tullum Pecorino Bio 2025

Feudo Antico rappresenta il territorio di Tollo e la denominazione Tullum. Il Pecorino biologico segue un’impostazione che comprende fermentazione spontanea, lavoro in cemento e maturazione sulle fecce fini. La scheda aziendale descrive uno stile nel quale frutta, erbe aromatiche e mandorla accompagnano struttura e freschezza.

Torre Zambra: Villamagna 2024

Torre Zambra completa la selezione con il Villamagna 2024, capace come pochi di coniugare potenza ed equilibrio. La cantina lavora in un territorio che ha fatto del montepulciano il fulcro della propria identità. Il valore del riconoscimento sta anche nella visibilità offerta a una denominazione circoscritta, capace di aggiungere precisione geografica al racconto del vino regionale. Un’altra tessera della diversità abruzzese, da leggere attraverso il rapporto tra vitigno e luogo.

Dalla giornata romana emerge dunque una rappresentanza abruzzese ampia e articolata. Le cinque presenze del Cerasuolo danno peso a una tipologia strettamente legata all’identità regionale; i cinque bianchi dimostrano quanto sia utile seguire insieme Pecorino e Trebbiano; gli otto rossi restituiscono interpretazioni diverse del montepulciano. È questa pluralità a rendere significativo il risultato. Nei diciotto premi si incontrano storie familiari, investimenti, ricerca e luoghi differenti. Alla Nuvola, accanto alle grandi denominazioni italiane, l’Abruzzo ha portato una selezione capace di rappresentarlo con autorevolezza e di offrire molti motivi per approfondirne la conoscenza.

(degustazioni e foto a cura di Ilaria Pellicane)

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