L’Aquila. Ci sono ritrovamenti che non vengono dagli scavi, ma dall’attenzione. Nei giorni scorsi la riapertura dei portici, nel cuore del centro storico ferito dal sisma del 2009 e oggi impegnato in una lunga rinascita, ha restituito alla città un passaggio urbano e, con esso, un dettaglio che molti passanti hanno scoperto con sorpresa: la facciata dell’Albergo Diurno “Laetitia”.
Sotto i portici le insegne originarie in vetro e ferro battuto, nel segno elegante del Liberty e del Déco, sono tornate visibili. Sulle vetrine scure, profilate da lettere dorate, si leggono ancora i listini di un tempo: barbiere e manicure, bagni caldi, casellario postale, scrittura con carta e buste. Chi si ferma a leggerli ha l’impressione di trovarsi davanti a una macchina del tempo, silenziosa e poetica.
Che cos’era un albergo diurno
Realizzato negli anni Trenta, il “Laetitia” apparteneva a una tipologia di strutture molto diffusa in Italia tra gli anni Venti e la metà del secolo scorso. Gli alberghi diurni erano luoghi pubblici pensati per i cittadini e per i viaggiatori in transito, in un’epoca in cui non tutte le case disponevano di servizi igienici e comodità oggi scontate. Erano, di fatto, locali di ritrovo, e rappresentano un elegante esempio di architettura sotterranea d’altri tempi.
Le insegne del Laetitia, ancora ben visibili, raccontano bene quell’offerta. Tra i servizi di cura della persona c’erano barbiere, parrucchiere per signora, manicure e frizioni. C’erano poi bagni, docce, gabinetti e toeletta completa. A completare il quadro i servizi di cortesia: casellario postale mensile, scrittura con carta e buste, deposito bagagli e lucidatura delle scarpe.

Un luogo sigillato, un quartiere vivo
Il diurno sotterraneo, spiegano le ricostruzioni, era sigillato e inaccessibile già prima del terremoto. Intorno a lui, però, la vita non si era fermata. I locali commerciali sopra, all’altezza dei portici, come la storica tabaccheria Morelli e l’ex Caffè Eden, sono rimasti fino al giorno del sisma punti di riferimento centrali per la vita sociale ed economica dell’Aquila.
La memoria che dialoga con il futuro
Per questo la ricomparsa delle scritte dorate è qualcosa di più di un restauro dello sguardo. È il segno tangibile di una quotidianità d’altri tempi che riemerge dalle macerie e ricorda la vivacità sociale che animava le vie aquilane. Ammirare quelle lettere significa sfogliare le pagine di un romanzo collettivo, dove la bellezza del passato torna a dialogare con il futuro della città.
L’Albergo Diurno “Laetitia” resta oggi un importante spaccato di storia urbana, sociale e di costume del capoluogo abruzzese. Una perla rara, rimasta a lungo nascosta, che i portici riaperti hanno rimesso sotto gli occhi di tutti.



