Avezzano. “Difendere il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato e a scegliere liberamente i propri rappresentanti è giusto. Ma la solidarietà a un popolo non può diventare un alibi per esaltare Hamas o relativizzare il 7 ottobre”. Lo dichiara Nello Simonelli, responsabile regionale di Nazione Futura in Abruzzo, intervenendo sulle parole del segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, e del senatore Andrea Crisanti. Acerbo ha sostenuto che in democrazia sia lecito inneggiare a Hamas e al 7 ottobre; Crisanti ha espresso il suo favore all’ipotesi che i palestinesi siano istituzionalmente rappresentati da Hamas per mezzo di elezioni.
“Il diritto di voto va rispettato, ma il risultato di un’elezione non obbliga nessuno a condividere la natura, i metodi o le responsabilità di chi viene scelto. La democrazia non si esaurisce nella conta dei voti: vive anche della tutela dei diritti, della libertà e della dignità delle persone. Si può criticare il governo israeliano, chiedere la fine della guerra e sostenere le aspirazioni nazionali palestinesi senza confondere un popolo con Hamas”.
Per Simonelli la vicenda ha anche un rilievo politico: “Crisanti ha da pochissimo lasciato il gruppo del PD al Senato e ha contribuito alla costituzione di una componente che rappresenta Rifondazione Comunista, consentendo al partito di ridurre le firme necessarie per presentare le liste. Non attribuisco al PD le parole di Acerbo, ma quando un’operazione politica offre a una forza una presenza parlamentare è legittimo chiedere chiarezza e responsabilità”.
“Non invoco censure e non confondo il giudizio politico con quello penale. Dico che “non è reato” non può essere l’unica risposta di chi ricopre ruoli di responsabilità. Non si tratta di sovrapporre storie e ideologie diverse, ma di applicare un criterio coerente: la stessa fermezza richiesta verso chi esalta i Nuclei Armati Rivoluzionari deve valere verso chi esalta le Brigate Rosse o Hamas. Il terrorismo non diventa accettabile quando cambia colore politico”.
“Da abruzzese e corregionale del segretario di Rifondazione Comunista – conclude Simonelli – mi aspetto parole inequivocabili: si può stare dalla parte dei civili palestinesi e della pace senza inneggiare ad Hamas. Su questo non dovrebbero esserci ambiguità né doppi standard”.



