Chieti. «Il sostegno al gasolio è utile e va fatto arrivare rapidamente alle aziende. Ma il dibattito degli ultimi giorni ha messo in ombra questioni decisive per l’agricoltura abruzzese: quanto viene pagato il prodotto, quanto resta a chi lo coltiva e quali prospettive hanno le imprese. Il carburante è solo una voce del bilancio, ma la vera sfida è garantire alle aziende un reddito che permetta loro di andare avanti».
Domenico Bomba, presidente di CIA-Agricoltori Italiani Chieti-Pescara, richiama la necessità di riportare al centro del confronto la redditività delle imprese agricole, con particolare attenzione alla filiera vitivinicola e alle prospettive della Politica agricola comune dopo il 2027.
CHIETI-PESCARA: 274 IMPRESE IN MENO IN UN ANNO
Secondo il rapporto della Camera di commercio sul secondo trimestre 2026, rispetto a giugno 2025 il comparto agricoltura, silvicoltura e pesca registra 199 imprese in meno nella provincia di Chieti, pari al −1,8%, e 75 in meno a Pescara, pari al −2%.
Complessivamente, nelle due province risultano 14.582 imprese registrate nel settore. Il dato indica una riduzione delle imprese registrate, senza attribuire automaticamente tutte le cessazioni alla crisi economica. È comunque un segnale che impone attenzione in un territorio dove il comparto rappresenta un’impresa su quattro nella provincia di Chieti.
«Non possiamo valutare lo stato dell’agricoltura dal numero degli annunci – osserva Bomba – Dobbiamo guardare alle aziende che restano, alle condizioni in cui lavorano e alla possibilità di consegnarle alla generazione successiva».
VINO: IL REDDITO DEI VITICOLTORI TORNI AL CENTRO
Per CIA, nel territorio teatino e pescarese la discussione deve partire dal valore riconosciuto alle produzioni e dalla capacità della filiera vitivinicola di remunerare il lavoro dei soci e dei conferitori.
Il quadro nazionale ISMEA di settembre 2026 segnala prezzi all’origine del vino in calo dell’11,3% su base annua, mentre l’indice dei prezzi dei mezzi correnti di produzione della viticoltura aumenta dell’8,9%. Sono riferimenti nazionali, non un listino abruzzese: descrivono una pressione sui margini, senza consentire di calcolare automaticamente la perdita di reddito della singola azienda.
«Un viticoltore ha bisogno di sapere quanto vale la propria uva, quando verrà pagata e quanto resterà dopo le spese. Il contributo al carburante non risolve questi interrogativi. Chiediamo un confronto regionale sulla filiera: mercato, valorizzazione delle denominazioni, liquidità delle cantine, tempi dei pagamenti e sostenibilità economica dei conferimenti».
OLIO, COSTI E ACQUA: LA CRISI NON HA UNA SOLA CAUSA
Anche per l’olivicoltura i segnali richiedono attenzione: a settembre l’indice nazionale ISMEA dei prezzi all’origine dell’olio d’oliva scende del 42% annuo, mentre quello dei mezzi correnti di produzione del comparto cresce del 10,1%. Anche in questo caso si tratta di indicatori nazionali, non di una misurazione delle quotazioni o dei redditi delle singole aziende abruzzesi.
«Alle spese produttive si aggiungono le esigenze di irrigazione, la gestione del rischio climatico e l’anticipo di liquidità necessario per lavorare – prosegue Bomba – Sul territorio servono acqua disponibile, servizi efficienti e investimenti sostenibili. Senza un reddito adeguato, anche innovare diventa più difficile».
BONIFICA: COSTI SOSTENIBILI E FONDI CERTI. IL 2027 SI PREPARA ADESSO
Per le aziende di Chieti-Pescara, disponibilità e costo dell’acqua sono parte integrante della sostenibilità economica delle produzioni. Ai contributi consortili si affiancano, secondo le modalità di approvvigionamento, le spese energetiche per il pompaggio e la distribuzione. Quando il servizio è insufficiente, al costo dell’acqua si aggiunge il rischio di perdere quantità e qualità del raccolto.
«Anche sulla bonifica dobbiamo uscire dalla politica degli annunci – sottolinea Bomba – Accogliamo positivamente le nuove risorse, ma chiediamo chiarezza sui finanziamenti pregressi, annunciati e segnalati come non ancora erogati. La Regione renda pubblico un quadro completo: somme stanziate, importi effettivamente trasferiti, risorse ancora da liquidare e tempi di pagamento».
La gestione delle risorse è determinante anche per la capacità dei Consorzi di investire. Occorre evitare che i maggiori costi di gestione e le esposizioni pregresse assorbano i fondi necessari per le manutenzioni e l’ammodernamento delle infrastrutture.
«La stagione irrigua 2027 va programmata adesso – prosegue il presidente – definendo con Regione e Consorzi gli interventi prioritari, le coperture finanziarie e i tempi di realizzazione. Gli agricoltori devono conoscere in anticipo la disponibilità dell’acqua, le condizioni del servizio e i costi prevedibili. Non possiamo arrivare a stagione iniziata per affrontare guasti e carenze: programmare significa prevenire le emergenze e dare alle aziende la possibilità di pianificare le proprie attività».
AIUTI UTILI, MA I SOLDI PUBBLICI NON HANNO BANDIERE
La manovra regionale prevede 4,15 milioni di euro per il caro gasolio e 1,8 milioni per i consorzi di bonifica: interventi distinti, che non possono essere presentati come sei milioni destinati direttamente al rimborso del carburante delle aziende.
«Riconosciamo lo sforzo della Regione e ogni risultato utile agli agricoltori. Alle altre organizzazioni proponiamo un confronto sui risultati verificabili: beneficiari, somme effettivamente erogate, tempi e problemi ancora aperti. I soldi pubblici non hanno bandiere: devono rispondere ai bisogni delle imprese, con criteri trasparenti e senza distinzioni».
PAC E REDDITIVITÀ: LE RICHIESTE CIA
CIA Chieti-Pescara chiede alla Regione un confronto con tutte le rappresentanze agricole su quattro priorità: redditività della filiera vitivinicola; accesso all’acqua e funzionamento della bonifica; liquidità e gestione del rischio; difesa delle risorse e dell’autonomia della PAC dopo il 2027.
L’organizzazione proseguirà l’azione sindacale e il monitoraggio dell’attuazione dei provvedimenti, chiedendo che agli stanziamenti seguano benefici concreti per le imprese e interventi capaci di superare la gestione delle emergenze.
«Il futuro degli aiuti europei riguarda direttamente le scelte delle nostre aziende: cosa coltivare, quanto investire, se continuare – conclude Bomba – CIA vuole essere un riferimento per chi cerca informazioni trasparenti, assistenza e rappresentanza. Il nostro metro sarà sempre lo stesso: quanto resta in tasca all’agricoltore. Perché il pieno al trattore serve. Ma senza reddito, l’azienda si ferma lo stesso».



