L’Aquila. Disagi non pagati, contributi mal versati e straordinari convertiti in trasferte. Questo è il racconto di Silvio (nome di fantasia), un autista solidale cogli autotrasportatori che dopo il levantamiento delle scorse settimane ha voluto denunciare alla nostra testata la situazione «difficilissima» che vive la categoria. Non è una novità, con il 90 percento e oltre delle merci mosse solo che su gomma ed un assottigliamento sempre più grande del personale per le paghe basse ed i turni pesanti, la condizione di autisti ed autotrasportatori è sempre più complessa. Soprattutto, se manca un riferimento sindacale nell’azienda.
Spiega Silvio, infatti, che il problema dei lavoratori non è soltanto l’inserimento della clausola carburante, cioè del riconoscimento dei costi di rifornimento sulla base dei prezzi (stellari) del petrolio dopo la crisi dello Stretto di Hormuz. «Abbiamo colleghi che fanno out», pratica
Lanciano. Per martedì Danilo Ranieri cala l’asso, quando ci sarà la presentazione della sua candidatura per le suppletive di 15 e 16 novembre. Arriva Marco Rizzo, capo del suo nuovo partito Italia Domani, che da poco ha incassato la formazione del gruppo parlamentare grazie ad un do ut des del marchigiano Antonio Guidi, ex Fratelli d’Italia, poi Noi Moderati, infine Civici Marche (lista regionale in favore del governatore meloniano Francesco Acquaroli) ed ora “rappresentante” nella destra del partito dell’ex comunista Rizzo. Una mossa che permetterà al nuovo gruppo del politico torinese di espungere 4500 firme dalla soglia prevista dalla nuova legge elettorale.
Una manovra discussa, quella di Rizzo e Meloni, ma che alcune indiscrezioni sulla stampa pongono nell’alveo delle tattiche “anti-Vannacci” che FdI sta operando con accordi tecnici. Non a caso, anche Cateno De Luca ha usato questo escamotage per presentare “soltanto” 1500 firme nelle 49 circoscrizioni al voto.
Dall’altro lato, invece, comincia a muoversi la macchina elettorale per il vicesindaco di Lanciano, che correrà contro Massimo Pasqualone per Dimensione Bandecchi, Mario Colantonio per il centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati ed Unione di Centro) e Luciano D’Amico per il centrosinistra allargato (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Partito della Rifondazione Comunista, Avanti – Partito Socialista Italiano e Casa Riformista).
Una sfida che intende presentare all’elettorato della provincia di Chieti dopodomani dalla sua Lanciano col «movimento sovranista» di Rizzo, «nato per rompere gli schemi di una politica», spiegano nella nota alla stampa, «che da troppo tempo ha smesso di ascoltare i cittadini lasciandoli in balia degli effetti di guerre assurde e delle folli regole imposte da Bruxelles».
Alle 10:00 di martedì 27 ottobre, presso la sala interna del Bar dei Portici (in pieno centro storico), l’ex onorevole torinese proporrà la corsa di Ranieri avvalendosi della moderazione della giornalista Leda D’Alonzo.
«Ranieri è senza dubbio la persona giusta che saprà rappresentare una comunità che ama. Dai territori», incalza il leader sovranista che ha fortemente voluto la candidatura di Ranieri, «deve poter sorgere una riscossa nazionale, un’Italia davvero protagonista in grado di riprendersi le chiavi di casa senza più obbedire a diktat assurdi».
«Sul piano internazionale», continua Rizzo, «vogliamo lo stop all’invio di armi all’Ucraina, la fine delle sanzioni alla Russia e il superamento dell’UE. Sul fronte economico, tra le proposte ci sono l’aumento dei salari, la riduzione delle tasse, la difesa delle piccole e medie imprese, il no all’euro digitale e la tutela costituzionale del contante. Sul piano sociale, il programma prevede la sanità pubblica accessibile per tutti, detassazione delle pensioni, sostegno a persone con disabilità e caregiver, oltre a misure per casa, famiglia e natalità. Sul tema dell’immigrazione, vogliamo il controllo dei confini e un blocco vero, non soltanto annunciato, dei flussi».



